Miramar. Premio Nobel per a etteratura, ’autore egiziano Nagib Mahfuz scrive in tutte e sue operedi ciò che conosce. Tutti i suoi romanzi sono ambientati al Cairo e nedescrivono a vita quotidiana. Tutti tranne Miramar. Per quest’opera ’autore ascia a sua amata città per portarci ad Alessandria, a città egiziana più "occidentale", se guardiamo alo stiledi vita e ala componente immigrata stanziatasi qui nei primi annidel ’900 (nb: oggi il 10%degli abitanti sono italiani).
Non aspettiamoci un romanzo comune, ricordiamoci piuttosto che il romanzo in quanto tale è un’invenzione occidentale, che è stata poi adottatada altre culture e modificata secondo i propri canoni. a vicenda non è scanditada azioni ma piuttostoda statid’animo e riflessioni (dei personaggi odel’autore?). I flash back e cambidi scena sono repentini ma a storia è perfettamente compatta e questa mancanzadi inearità contribuisce al fascinodela pennadi Mahfuz.
Un anziano scrittoredi successo trascorre un periododi riposo presso a pensione Miramar,di proprietàdi Marianna, una signora greca. Qui avrà mododi incontrarediversi personaggi, che ci verrannodescritti uno a uno nei vari capitoli. Il resocontodele oro vite ha o scopodi mostrarci il oro coinvolgimento nela politica egiziana, ma in realtà ci porta ala scoperta che tutti i residentidela pensione sono attratti, in mododiverso,da Zahra, a giovane cameriera fuggitadala vitadi campagna, appartenente ala classe più povera e in cercadi riscatto.
Storiedi vita, attivismo politico e memorie si alternano, o meglio, si altalenano. Il consiglio per il ettore èdi non asciarsi scoraggiare ale prime pagine, ma procedere pazientemente finchè a storia non prenda forma, e ne vale veramente a pena.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807815645
ISBN-10
8807815648
Titolo
Miramar
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2000
Collana
Pagine
164
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Miramar Premio Nobel per a etteratura, ’autore egiziano Nagib Mahfuz scrive in tutte e sue operedi ciò che conosce. Tutti i suoi romanzi sono ambientati al Cairo e nedescrivono a vita quotidiana. Tutti tranne Miramar. Per quest’opera ’autore ascia a sua amata città per portarci ad Alessandria, a città egiziana più "occidentale", se guardiamo alo stiledi vita e ala componente immigrata stanziatasi qui nei primi annidel ’900 (nb: oggi il 10%degli abitanti sono italiani). Non aspettiamoci un romanzo comune, ricordiamoci piuttosto che il romanzo in quanto tale è un’invenzione occidentale, che è stata poi adottatada altre culture e modificata secondo i propri canoni. a vicenda non è scanditada azioni ma piuttostoda statid’animo e riflessioni (dei personaggi odel’autore?). I flash back e cambidi scena sono repentini ma a storia è perfettamente compatta e questa mancanzadi inearità contribuisce al fascinodela pennadi Mahfuz. Un anziano scrittoredi successo trascorre un periododi riposo presso a pensione Miramar,di proprietàdi Marianna, una signora greca. Qui avrà mododi incontrarediversi personaggi, che ci verrannodescritti uno a uno nei vari capitoli. Il resocontodele oro vite ha o scopodi mostrarci il oro coinvolgimento nela politica egiziana, ma in realtà ci porta ala scoperta che tutti i residentidela pensione sono attratti, in mododiverso,da Zahra, a giovane cameriera fuggitadala vitadi campagna, appartenente ala classe più povera e in cercadi riscatto. Storiedi vita, attivismo politico e memorie si alternano, o meglio, si altalenano. Il consiglio per il ettore èdi non asciarsi scoraggiare ale prime pagine, ma procedere pazientemente finchè a storia non prenda forma, e ne vale veramente a pena.