Il fango della giungla di Anapopei si attacca agli anfibi di un plotone di quattordici uomini, mentre l'umidità tropicale rende ogni respiro una fatica insostenibile.
Nel cuore del Pacifico, un corpo di spedizione americano tenta di strappare un isolotto ai giapponesi, tra tattiche di comando contrastanti e l'ineluttabilità del conflitto bellico.
La vegetazione fitta nasconde sentieri scoscesi dove il tenente Hearn deve mediare tra la rigidità del generale Cummings e l'indolenza violenta del sergente Croft. Le gerarchie si sgretolano sotto il peso di una missione di perlustrazione montana che trasforma la sopravvivenza in un esercizio di puro logoramento fisico e psicologico.
L'ordine svanisce.
Tra gli alberi si muovono quattordici vite che scoprono le proprie debolezze, intrecciate in una dinamica di squadra nel Pacifico che annulla le distanze tra le aspirazioni personali e il fango costante. Ogni passo verso la vetta rivela crepe profonde nei rapporti umani, dove il peso del comando diventa un giogo capace di distruggere chiunque tenti di sottomettere la natura ostile a una logica di dominio militare.
Il silenzio della giungla restituisce solo il peso dei fucili abbandonati lungo i sentieri dimenticati.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa bellica della seconda metà del Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura americana del secondo dopoguerra.
Perché è diverso
La struttura narrativa fonde la brutalità dei rapporti gerarchici con la geografia inospitale del Pacifico, evitando la glorificazione dell'evento bellico. L'opera si distacca dai resoconti d'azione convenzionali, privilegiando una dissezione spietata delle contraddizioni umane in un microcosmo isolato e privo di vie di fuga.
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