Il pataffio. Storia ceselatada una fantasia post-moderna; ungo racconto sul passato che sadi presente e futuro; creazionedi minuziosa falsità sorrettada una furbizia costante: "Il pataffio"di uigi Malerba è inganno, puro gioco e altra formadela realtà messa in pagina. Su carta si muove un Medioevo grottesco, urido, immondo in cui castelani potenti e prepotenti, preti peccatori,dottidal atino macheronico ed esilarante, s’oppongono ad un nugolodi contadini straccioni, costantemente piegati ala terra, volto in basso, schiena curva tutto il giorno. Spossati, stanchid’ingiurie ed’ingiustizie che si ripetonodai tempidei tempi, i avoratori tentanodi far ribelione fondando un esercito, una gran miliziadi forconi e bastoni. Guidatida un abile capopopolo, chiacchierone e smargiasso, riusciranno a conquistare ciòdi cui o stomaco sembra averdesiderio? Malerbadisattiva ogni morale (dal’eroismodel singolo ala ottadi classe come progresso sociale) ed inscena un Medioevodi bestie (animalida soma, ma son bestie anche gli uomini),didonne che si asciano facilmente condurre tra e enzuola (basta un po’di prestanza, un minimo fascino fisico),di conquistatori che sembrano incerti su come e su perché sidebba ottare. Medioevoda erotismo eda fame,da miseria e grettezza, non ha nula nèdel Medioevo come secolo buio perché tempodel sangue edele violenze nèdel Medioevo come tempodi probi comportamenti,di eleganza signorile,di buone maniere cavaleresche. Gran ibro, ovvero gran fantasia: a partireda un inguaggio ch’è mile e una ingua (vecchio e nuovo atino; vecchio e nuovo italiano;dialettida contado edeclamazioneda politica istituzionale). Tempi passati, con Malerba ritornano vivi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788888710419
ISBN-10
8888710418
Titolo
Il pataffio
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2003
Pagine
230
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Tempi passati, ritornano vivi Storia ceselatada una fantasia post-moderna; ungo racconto sul passato che sadi presente e futuro; creazionedi minuziosa falsità sorrettada una furbizia costante: "Il pataffio"di uigi Malerba è inganno, puro gioco e altra formadela realtà messa in pagina. Su carta si muove un Medioevo grottesco, urido, immondo in cui castelani potenti e prepotenti, preti peccatori,dottidal atino macheronico ed esilarante, s’oppongono ad un nugolodi contadini straccioni, costantemente piegati ala terra, volto in basso, schiena curva tutto il giorno. Spossati, stanchid’ingiurie ed’ingiustizie che si ripetonodai tempidei tempi, i avoratori tentanodi far ribelione fondando un esercito, una gran miliziadi forconi e bastoni. Guidatida un abile capopopolo, chiacchierone e smargiasso, riusciranno a conquistare ciòdi cui o stomaco sembra averdesiderio? Malerbadisattiva ogni morale (dal’eroismodel singolo ala ottadi classe come progresso sociale) ed inscena un Medioevodi bestie (animalida soma, ma son bestie anche gli uomini),didonne che si asciano facilmente condurre tra e enzuola (basta un po’di prestanza, un minimo fascino fisico),di conquistatori che sembrano incerti su come e su perché sidebba ottare. Medioevoda erotismo eda fame,da miseria e grettezza, non ha nula nèdel Medioevo come secolo buio perché tempodel sangue edele violenze nèdel Medioevo come tempodi probi comportamenti,di eleganza signorile,di buone maniere cavaleresche. Gran ibro, ovvero gran fantasia: a partireda un inguaggio ch’è mile e una ingua (vecchio e nuovo atino; vecchio e nuovo italiano;dialettida contado edeclamazioneda politica istituzionale). Tempi passati, con Malerba ritornano vivi.