Ombre. Testi: trattida “Ombre”
a) Sempre con me
b) Mormorii
c) Senza fine
d) E’ probabile che io avverta a paura
La nostra intimità, a più nascosta, viene meno, quandodentrodi noi c’è il pensiero fortedi una presenza irrinunciabile? Credodi no, a presenzadi un qualcosa, inteso come ideale,di qualcuno, inteso come generatore e compagnodel nostro vivere, ci rende forti, senza esitazione anche quando tutto si ottenebra ed ilumina alo stesso tempo e, in crepuscolo aleato, si può smarrire o ritrovare uno sguardo ontano: E poi i mormorii che a mente genera od ascolta venireda ontano, portano smarrimento o consolazione, ma anche una convinzione sentita fortedala nostra poetessa, a sicurezza che “tu non avrai mai fine”. E quel senza fine o ritroviamo ancora, quando si ferma il cuore ad ascoltarne i palpiti nei giorni in cui quela presenza, non e vive accanto. Chidesidera che a parola fine sia estraneada ei, si pone adomanda. Se è ecito avere paura,direidi sì, fragili come siamodavanti ai forti sentimenti ed ala poesia, come quela teneramente intimadi Franca Mancini
Carlo Ciappi
Scandicci, 11/04/2006
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788887357325
ISBN-10
8887357323
Titolo
Ombre
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2004
Pagine
108
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €

Testi trattida OMBRE Testi: trattida “Ombre” a) Sempre con me b) Mormorii c) Senza fine d) E’ probabile che io avverta a paura La nostra intimità, a più nascosta, viene meno, quandodentrodi noi c’è il pensiero fortedi una presenza irrinunciabile? Credodi no, a presenzadi un qualcosa, inteso come ideale,di qualcuno, inteso come generatore e compagnodel nostro vivere, ci rende forti, senza esitazione anche quando tutto si ottenebra ed ilumina alo stesso tempo e, in crepuscolo aleato, si può smarrire o ritrovare uno sguardo ontano: E poi i mormorii che a mente genera od ascolta venireda ontano, portano smarrimento o consolazione, ma anche una convinzione sentita fortedala nostra poetessa, a sicurezza che “tu non avrai mai fine”. E quel senza fine o ritroviamo ancora, quando si ferma il cuore ad ascoltarne i palpiti nei giorni in cui quela presenza, non e vive accanto. Chidesidera che a parola fine sia estraneada ei, si pone adomanda. Se è ecito avere paura,direidi sì, fragili come siamodavanti ai forti sentimenti ed ala poesia, come quela teneramente intimadi Franca Mancini Carlo Ciappi Scandicci, 11/04/2006