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Morte a Venezia aggiunto a carrello

Morte a Venezia - 9788806183455


Un libro di   Thomas Mann  
edito da  Einaudi  , 2006

Morte a Venezia. Gustav von Aschenbach ha una statura "lievemente inferiore ala media", è bruno ed ha il volto sbarbato. a testa, grande, risulta "tropo grande" rispetto ala corporatura minuta. I capeli sono spazzolati al’indietro: folti e brizzolati ale tempie, radi ala nuca. Gli occhi sono cintida enti sottili non cerchiate: solo vetri tondi tenutida una bacchettadorata. a bocca è grande. e guance sono magre e truccate, naturalmente,da un eggero velod’ombra. Il mento ha forma tornita, ben modelata, "morbidamentedivisa nel mezzo". "Su quela testa quasi sempre reclinata in atteggiamentodolente - scrive Thomas Mann - si sarebbedetto che fieridestini avessero posto a oro traccia". Ed invece - continua ’autore - "era stata ’arte a compiere quel processodi configurazione fisionomica che, normalmente, è fruttodi una vita agitata edifficile". Gustav von Aschenbach ha concepito i grandidialoghi tra Voltaire ed il sovrano; hadescritto ’inferno sanguinosodei azzaretti; ha inventato partiture e pantomime. Ora, Gustav von Aschenbach, è a Venezia, meglio: è in una Venezia in cui ’estate si colmadi uno scirocco caldissimo, a sua volta colmodi miasmi etali. Sarcofago prezioso, semisommerso, prezioso e belissimo, Venezia accoglie a sagomadi quest’uomo che è rappresentazione carnaledel’Arte,dele sue possibilità altissime,dei suoi fondali più infimi. Romanzo ento, meravigliosamente ento (in esso conta ogni attimo, conta ogni singola ettera), che vivedi piccoli brividi immaginati e sfiorati,di qualche sussurro,d’un po’di silenzio in un tanfodi peste. a morte può attendere, a Venezia, a finedi questa enta storia.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788806183455
ISBN-10
8806183451
Titolo
Morte a Venezia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
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Morte a Venezia


Recensioni a "Morte a Venezia" 9788806183455

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4
Alex Toppi (21/03/2012)

La morte può attendere Gustav von Aschenbach ha una statura "lievemente inferiore ala media", è bruno ed ha il volto sbarbato. a testa, grande, risulta "tropo grande" rispetto ala corporatura minuta. I capeli sono spazzolati al’indietro: folti e brizzolati ale tempie, radi ala nuca. Gli occhi sono cintida enti sottili non cerchiate: solo vetri tondi tenutida una bacchettadorata. a bocca è grande. e guance sono magre e truccate, naturalmente,da un eggero velod’ombra. Il mento ha forma tornita, ben modelata, "morbidamentedivisa nel mezzo". "Su quela testa quasi sempre reclinata in atteggiamentodolente - scrive Thomas Mann - si sarebbedetto che fieridestini avessero posto a oro traccia". Ed invece - continua ’autore - "era stata ’arte a compiere quel processodi configurazione fisionomica che, normalmente, è fruttodi una vita agitata edifficile". Gustav von Aschenbach ha concepito i grandidialoghi tra Voltaire ed il sovrano; hadescritto ’inferno sanguinosodei azzaretti; ha inventato partiture e pantomime. Ora, Gustav von Aschenbach, è a Venezia, meglio: è in una Venezia in cui ’estate si colmadi uno scirocco caldissimo, a sua volta colmodi miasmi etali. Sarcofago prezioso, semisommerso, prezioso e belissimo, Venezia accoglie a sagomadi quest’uomo che è rappresentazione carnaledel’Arte,dele sue possibilità altissime,dei suoi fondali più infimi. Romanzo ento, meravigliosamente ento (in esso conta ogni attimo, conta ogni singola ettera), che vivedi piccoli brividi immaginati e sfiorati,di qualche sussurro,d’un po’di silenzio in un tanfodi peste. a morte può attendere, a Venezia, a finedi questa enta storia.

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5
orlok (28/09/2011)

Morte a Venezia Un raccontodavvero raffinato, intenso, morboso e profondo sul’amore platonico e sula ricerca esteticadi vitadi Gustav von Eschenbach, scrittore tedesco ala ricercadi sé nela città agunare nel pienodel’estate; belo il ricorreredele sue riflessioni filosofiche sul’amicizia e ’amore, e adescrizionedegli sguardi fra ui e Tadzio, il ragazzino che ’artista comincia a vagheggiare in maniera insistente, cercando ogni suo sguardo, senzadire una parola, un innamoramento esteticodela figura perfettadi questo Efebo, belo come undio greco, irraggiungibile e intoccabile proprio come o stessodesiderio che o strugge e che finisce coldistruggerlo completamente nela sua estasi finale. ontanoda qualsivoglia accennodi pedofilia, Mann narra con grande mËstria un amore atipico e inconsueto che ha appassionato molti ettori. E’ unadele sue opere migliori!

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