Bel-Ami. Romanzi classici da leggere durante l'adolescenza, proposti in una nuova veste grafica. Nella Parigi di fine 800 un giovane arriva dalla provincia alla ricerca del successo. È ambizioso e spregiudicato, ma soprattutto è incredibilmente affascinante. Mogli di personaggi di spicco e grandi dame dell'alta società cadono ai suoi piedi per diventare sue complici e sostenitrici. Questa è la storia di Georges Duroy, noto in tutti i salotti della capitale come Bel-Ami, e della sua ascesa sociale in un mondo corrotto e dissoluto, dominato dalla mancanza di regole e di umanità. E Bel-Ami non ci metterà molto a raggiungere il suo scopo. A qualunque costo, con qualunque mezzo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788809763166
ISBN-10
8809763165
Titolo
Bel-Ami
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
448
Genere
Classificazione
Età raccomandata
Punti Accumulabili
Bel-Ami Premetto che non sono rimasta particolarmente soddisfattada questo romanzo, nonostante e mie aspettative fossero alte. Fa partedei grandi classicidela etteratura mondiale per cui a Giunti Y ha pubblicatodi recente (maggio 2011) una nuova edizione tascabile. Di recente, sempre per a colanadei grandi classicidela Giunti Y avevo avuto mododi eggere Jane Eyre (QUI a mia recensione)di cui ero rimasta soddisfatta. Pensavo, pertanto,di non rimaneredelusa nemmenoda questo grande classico, invece... Premetto subito che non sono una critica etteraria, come giàdetto in precedenza, e a mia valutazione sul ibro si basa principalmente sule emozioni che mi trasmette e su quanto i personaggi o protagonisti mi restino nel cuore. Il protagonistadi questo romanzo è Georgesduroy, unodei personaggi più avidi e ambiziosi che abbia mai trovato nele mie etture. Da povero (nel senso economico) militare in congedo prima e impiegato nele Ferroviedel Nord poi, intraprende a carriera giornalistica con scarso successo per mancanzadidoti naturali ma riuscirà ben presto nela sua rapida scalata al successo approfittando esclusivamentedela sola capacitàdi manipolaredonne potenti e influenti. Sulo sfondo emerge il ritrattodi una Parigidi fine Ottocentodove stampa, politica e affari sono interdipendenti edove edonne, sebbene esclusedala vita politica, svolgono nel’ombra il ruolodi consiglieredi uomini potenti. Il protagonista rappresenta a figuradel’arrampicatore sociale per eccelenza. Riesce in poco tempo, sfruttando il suo fascino e carisma con edonne adiventare un famoso giornalista. Purtroppoduroy non èdescritto in modo taleda far sì che il ettore venga rapitodal suo fascino come succede per edonnedel romanzo che cadono tutte ai suoi piedi, anzi,da ettrice ho sperato paginadopo pagina che venisse smascherato... Ammetto che ho proseguito a ettura giusto solo per il gustodi arrivare al termine. Non mi soffermerò sula scelta fattadal’autore né sul perchè abbiadecisodi rendere estremamente cinico questo suo personaggio: non mi compete e non è questo ’ambito, ma posso solo assicurarvi che il cinismodiduroy traspareda ogni sua azione,da ogni suo pensiero eda ogni paginadel romanzo. Cinismo estremo anchedi fronte ala mortedi colui che gli tese una mano. Ho trovato comunque molto belo e profondo ildiscorso sula morte pronunciatodal poeta, amareggiatodala vita, Norbertde Varenne che in conclusione afferma «...dietro tutto quelo che guardi scorgi solo a morte». Unadissertazione molto profonda e che fa riflettere, soprattutto per a reazionedel nostro "caro" protagonista... Insomma, cosadiredi più? Ho cercatodi farmelo piacere edi gustarmi a ettura, ma proprio non ci sono riuscita e se penso che per a finedel’annodovrebbe essere prevista ’uscita nele sale cinematografichedel film trattodal ibro,dove il nostro amato Robert Pattinson (Edward in Twilight) vestirà i pannidi Georgesduroy, penso che sarò molto combattuta sul fattodi andare a vederlo. Davvero, quando ho scopertodi questa trasposizione cinematografica sono rimasta a bocca aperta. Si sa che tuttidurante a ettura provano a crearsi un’immaginedei vari personaggi. Ecco, io, eggendodi questo giovane con «due baffetti ritorti che glidrizzavano sul abbrodue punte simili a codedi scorpione, i capeli tutti impomatati, spartiti in mezzo ala fronte» chiunque mi sarei immaginata fuorché Robert Pattinson. Se aggiungiamo adescrizionedel carattere poi! Midispiace, ma proprio non riesco ad immaginarmi ildolce Robert nei pannidi un cinico arrampicatore sociale comeduroy.