Il ferro della catena cigola contro il ponte inondato di salsedine, mentre il silenzio dell'Indomitable soffoca ogni sussurro prima ancora che raggiunga il mare aperto.
Un giovane marinaio dalla lealtà incrollabile si scontra con l'ostilità di un sottufficiale oscuro, in un gioco di potere che trasforma una nave da guerra del Settecento in un claustrofobico teatro di giudizio.
Il ponte della Indomitable nel Mediterraneo si rivela un palcoscenico spietato per Billy, la cui innocenza diventa il bersaglio preferito dell'invidia di Claggart.
L'odio muta in trappola.
Il sottufficiale architetta un'accusa di ammutinamento basata sul nulla, costringendo il ragazzo a un confronto che degenera rapidamente in tragedia nel buio della cabina del comandante Vere.
Un colpo involontario pone fine alla vita dell'accusatore, condannando il marinaio al rigore di una legge che non ammette eccezioni per la purezza d'animo.
Vere affronta il peso del codice di disciplina marittima, lacerato tra la clemenza verso l'inconsapevole carnefice e l'esecuzione inevitabile imposta dai regolamenti ferrei della marina britannica.
L'ombra del patibolo si allunga sulle cime tese, mentre il mare inghiotte il grido strozzato di un uomo che ha smarrito la propria esistenza tra le maglie della giustizia militare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa marittima del diciannovesimo secolo.
✔ Estimatori dei classici sulla dialettica tra legge e morale.
Perché è diverso
L'opera scardina la distinzione tra vittima e carnefice, focalizzandosi sull'impossibilità di conciliare la giustizia umana con quella procedurale. La struttura narrativa isola i protagonisti in un microcosmo navale dove la logica del comando annulla ogni istinto di umana pietà.
Dettagli Bibliografici
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