La pioggia picchiava incessante contro le paratie del brigantino mentre Daniel Orme, con le dita segnate dal salmastro, fissava l'orizzonte deserto.
Daniel Orme attraversa le tempeste dell'animo e le distese oceaniche nel crepuscolo della vita, cercando di riannodare i fili di un'esistenza trascorsa tra i ponti delle navi e le memorie di un passato mai del tutto sommerso.
Il ponte di comando scricchiola sotto il peso di una memoria che non concede tregua mentre il vecchio marinaio osserva le correnti del Pacifico.
Tutto stava per svanire.
La vita su questa nave di mercanti in rotta verso le isole Polinesiane si trasforma in un teatro di confessioni sussurrate, dove ogni volto incrociato tra le cime di canapa rivela frammenti di colpe mai scontate. L'isolamento forzato tra le onde del mare aperto costringe Orme a misurarsi con i propri fantasmi, in un resoconto che intreccia il rigore della navigazione alla fragilità delle parole non dette, in attesa che l'alba rischiari finalmente la rotta.
Il vecchio marinaio stringe la fune, guardando fisso verso l'abisso che accoglie i segreti di una vita intera.
Per chi è
✔ Lettori della grande tradizione nautica ottocentesca.
✔ Chi esplora la letteratura classica americana in lingua originale.
Perché è diverso
Il volume offre un'inedita prospettiva sulla poetica del mare attraverso un apparato bilingue che permette di accostare la prosa ellittica dell'autore alla traduzione italiana. La struttura permette di osservare la stratificazione dei ricordi del protagonista senza filtri narrativi contemporanei, preservando l'asprezza del linguaggio originale.
Dettagli Bibliografici
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