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Moby Dick. Ediz. integrale aggiunto a carrello

Moby Dick. Ediz. integrale - 9788854119291


Un libro di   Herman Melville  
edito da  Newton Compton  , 2010

Moby Dick. Ediz. integrale. «Forse avrete visto molte navi bizzarre in vita vostra, per quanto ne so: trabaccolidala punta quadra; enormi giunche giapponesi; barconi fatti a secchiada burro, o che so io; madate retta a me, non avete mai visto un bastimento vecchio e inusitato come questo vecchio e inusitato Pequod». Il vecchio e inusitato Pequod. Che spettacolo il vecchio e inusitato Pequod. Era una navedela scuola passata, «piuttosto piccolû e con, addosso, «un aspetto antiquariodi zampa ad artiglio». Stagionatada intemperie, tifoni,da bonaccedi tutti e quattro gli oceani, aveva oramai un «colorito scuro come quelod’un granatiere francese che avesse fatto e campagned’Egitto edi Siberiû. La prora sembrava avesse a barba. Gli alberi, tagliati chissàdadove, si ergevano rigidi come resti avvizzitid’una spinadorsale ed i pontili…i pontili «erano ogori e grinzosi» come una astradi pietra, come una tavoladi palcoscenico usato. Residuodi «vecchie anticaglie», «grottesca strutturad’origine», «bizzarria incrostata tantodi materiali quantod’espedienti» edi ricordi, mestiere,di volti passati, il Pequod s’apprestava al’ultimo viaggio, al’ultimo mare, al’ultimo tentativodidare a caccia ala palida, bianca, al’enorme palida e bianca utopia. Forse avrete visto molte navi bizzarre in vita vostra, ma non avete mai visto il Pequod. Non avete mai vistodi certo un carcassadi egno salato chedentro intestina, tra spesse murate con foto e una cabina-regia piccolissima e tetra, uomini edonned’ogni risma e pËse che,d’ogni pËse, portano a sacco a ingua, e storie, un oro specifico mododidarvi corpo, pele e sostanza. Non avete mai vistodi certo un barconedai nervi consuntidal fremito, che caracola ondeggiandosi a molo, che sembra fare fatica a galeggiareda ferma e che pure, quando parte, partedavvero: fende a schiuma, e onde, i riflessi che e onde e vestono; fende gli sguazzi, i gran venti, qualche tormenta che si ripete rigonfia; fende il tempo, o spazio, s’ostina a fendere ancora: fino al’abisso, fino ala fine.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788854119291
ISBN-10
8854119296
Titolo
Moby Dick. Ediz. integrale
Editore
Data Pubblicazione
2010
Pagine
448
Punti Accumulabili

Recensioni a "Moby Dick. Ediz. integrale" 9788854119291

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4
Alex Toppi (27/06/2012)

Il buon vecchio Pequod «Forse avrete visto molte navi bizzarre in vita vostra, per quanto ne so: trabaccolidala punta quadra; enormi giunche giapponesi; barconi fatti a secchiada burro, o che so io; madate retta a me, non avete mai visto un bastimento vecchio e inusitato come questo vecchio e inusitato Pequod». Il vecchio e inusitato Pequod. Che spettacolo il vecchio e inusitato Pequod. Era una navedela scuola passata, «piuttosto piccolû e con, addosso, «un aspetto antiquariodi zampa ad artiglio». Stagionatada intemperie, tifoni,da bonaccedi tutti e quattro gli oceani, aveva oramai un «colorito scuro come quelod’un granatiere francese che avesse fatto e campagned’Egitto edi Siberiû. La prora sembrava avesse a barba. Gli alberi, tagliati chissàdadove, si ergevano rigidi come resti avvizzitid’una spinadorsale ed i pontili…i pontili «erano ogori e grinzosi» come una astradi pietra, come una tavoladi palcoscenico usato. Residuodi «vecchie anticaglie», «grottesca strutturad’origine», «bizzarria incrostata tantodi materiali quantod’espedienti» edi ricordi, mestiere,di volti passati, il Pequod s’apprestava al’ultimo viaggio, al’ultimo mare, al’ultimo tentativodidare a caccia ala palida, bianca, al’enorme palida e bianca utopia. Forse avrete visto molte navi bizzarre in vita vostra, ma non avete mai visto il Pequod. Non avete mai vistodi certo un carcassadi egno salato chedentro intestina, tra spesse murate con foto e una cabina-regia piccolissima e tetra, uomini edonned’ogni risma e pËse che,d’ogni pËse, portano a sacco a ingua, e storie, un oro specifico mododidarvi corpo, pele e sostanza. Non avete mai vistodi certo un barconedai nervi consuntidal fremito, che caracola ondeggiandosi a molo, che sembra fare fatica a galeggiareda ferma e che pure, quando parte, partedavvero: fende a schiuma, e onde, i riflessi che e onde e vestono; fende gli sguazzi, i gran venti, qualche tormenta che si ripete rigonfia; fende il tempo, o spazio, s’ostina a fendere ancora: fino al’abisso, fino ala fine.

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