Il golem. Nela cupa atmosferadel Ghettodi Praga, aleggia, ogni trentatré anni, senza un apparente motivo, ’ombradel giganted’argila, protagonistadel mito ebraico medievale: il Golem.
La vicenda, narratada chi rivive questa sconvolgente esperienza in virtùdelo scambiodel proprio cappelo con quelodi Athanasius Pernath, scaturisceda una coscienza onirica, scanditadala alternanza fra sogno e realtà, che intride tutto il romanzodi un forte sensodel’incerto, e si esprime attraverso a cifra stilisticadel surreale.
Il Golemdel romanzodi Gustav Meyrink non è precisamente identificabile con a figura mitologica creatadala magia rabbinicadi Jehudah oew ben Bezalel, ma pare caratterizzarsi meglio come sublimazionedele ansie edei timoridela gentedel Ghetto, che o incontra più come presenza umbratile che come entità materiale.
Nel secondodecenniodel Novecento, o scrittore viennesedà vita ad un romanzo nutritodi tradizione ebraico-kabbalistica, che ascia intravedere forti e traccedi una misticheggiante cultura esoterica ed alchemica; non scevro, però,di rilevanti implicazionidi natura psicanalitica, che porgono ildestro ala riflessione sula “tematicadeldoppio”, segnalandosi nel’opera come requisitodi assoluta modernità.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845247255
ISBN-10
8845247252
Titolo
Il golem
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2000
Collana
Pagine
XVIII-268
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Il golem Nela cupa atmosferadel Ghettodi Praga, aleggia, ogni trentatré anni, senza un apparente motivo, ’ombradel giganted’argila, protagonistadel mito ebraico medievale: il Golem. La vicenda, narratada chi rivive questa sconvolgente esperienza in virtùdelo scambiodel proprio cappelo con quelodi Athanasius Pernath, scaturisceda una coscienza onirica, scanditadala alternanza fra sogno e realtà, che intride tutto il romanzodi un forte sensodel’incerto, e si esprime attraverso a cifra stilisticadel surreale. Il Golemdel romanzodi Gustav Meyrink non è precisamente identificabile con a figura mitologica creatadala magia rabbinicadi Jehudah oew ben Bezalel, ma pare caratterizzarsi meglio come sublimazionedele ansie edei timoridela gentedel Ghetto, che o incontra più come presenza umbratile che come entità materiale. Nel secondodecenniodel Novecento, o scrittore viennesedà vita ad un romanzo nutritodi tradizione ebraico-kabbalistica, che ascia intravedere forti e traccedi una misticheggiante cultura esoterica ed alchemica; non scevro, però,di rilevanti implicazionidi natura psicanalitica, che porgono ildestro ala riflessione sula “tematicadeldoppio”, segnalandosi nel’opera come requisitodi assoluta modernità.