Mark Twain. "Io non ho mai cercato - scrive Mark Twain in una ettera indirizzata, nel 1889, ad Andrew ang - in nessun casodi rendere colte e classi colte; non ero attrezzato per farlo: me ne mancavano sia edoti naturali che a preparazione. Ambizioni in questo senso non ne ho avute mai, ma sono sempre andato a cacciadi una selvaggina più grossa: e masse. Raramente mi sono propostod’istruirle, ma ho fatto il mio meglio perdivertirle.divertirle e basta avrebbe già soddisfatto a mia massima e costante ambizione". Mark Twain non fu scrittoreda parabole ideologiche,da presedi posizione barbose,da convinzioni partitiche per quanto - in ognunadele vicende ch’egli ha narrato - s’ode (come s’ode o spirodel vento che passa perpetuo anche se impercepibile) a sua condizione pensosa, a sua partecipazione emotiva, a sua vicinanza umana agli ultimi, ai fragili, aideboli. Quel che più interessa, tuttavia, è a sua piena consapevolezzad’essere autore "popolare", nela migliore accezionedel termine: non caratterista grottesco o ruffiano elogiatoredela massa ma artistada calamaio che bada al sorriso, ad un altro sorriso, ad una acrima, ad un altro sorrisodi chi ne egge attentamente e pagine. Piero Mirizzi rende a biografiadi questo artista ontano: o fa raccontando con prosadegnadi romanzo gli annidel’infanzia,dela formazione,dela crescita; i avori compiuti, edifficoltà affrontate, a scopertadela scrittura, i successi e a fama e e aspre conseguenze patite. Ci racconta Mark Twain, il puparo cartaceod’un pubblico popolare indotto aldivertimento sapiente.
Dettagli Bibliografici
Titolo
Mark Twain
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1965
Collana
Pagine
328
Argomento
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