Modigliani, mio padre. "Paulette Jourdain, che era allora una bambina, si ricorda che la notte in cui
Modigliani morì all'ospedale, Zborowski non volle che Jeanne dormisse nello
studio della Grande Chaumière. Paulette l'accompagnò in un piccolo albergo
della rue de Seme. L'indomani Jeanne andò all'ospedale per rivedere Amedeo. Il
padre, silenzioso e ostile, l'accompagnò. Rimase sulla soglia, racconta il
dottor Barrieu, mentre Jeanne si avvicinava al cadavere. "Non lo baciò" scrive
Stanislas Fumet, amico d'infanzia, con la moglie Aniuta, di Jeanne "ma lo
gnardò a lungo, senza dir nulla, come se i suoi occhi si appagassero della sua
disgrazia. Si ritirò camminando a ritroso, fino alla porta. Conservava il
ricordo del viso del morto e si sfrozava di non vedere nient'altro".
L'indomani, all'alba, Jeanne Hébuterne si gettò dal quinto piano. "Sembrava un
angiolo" disse Foujita, che non rifugge dalla cattiva letteratura. Chantal
Quenneville scrive: "Jeannette Hébuterne si era rifugiata dai suoi genitori,
cattolici offesi della sua unione con l'ebreo Modigliani, e non diceva una
parola. Erano trascorsi due o tre giorni quando domandai ad Andre Delhay: 'E
Jeannette?'. Mi guardò male. Si era gettata, la mattina, dalla finestra del
quinto piano della casa dei suoi genitori.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788884162106
ISBN-10
8884162106
Titolo
Modigliani, mio padre
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
164
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
€ 21.00