Libri di Cur Montale Eugenio Gezzi
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Diario del '71 e del '72 Montale Eugenio Gezzi M. (Cur.) - Mondadori, 2020 - Lo Specchio
Già con "Satura", apparso nel '71 dopo un lungo silenzio, Eugenio Montale aveva proposto rilevanti novità nel cammino della sua poesia; novità che sono ancora più evidenti nel "Diario del '71 e del '72 ": il ritorno ai valori della comunicazione e l'ulteriore apertura a una dimensione quotidiana del reale. Ma, s'intende, conservando in pieno la complessità del messaggio e assorbendo, nella pronuncia più lineare e a volte colloquiale, non pochi tratti dell'incisiva tensione verticale dei libri precedenti. Si impone dunque nel Montale diaristico la coraggiosa scelta a favore di un dire più prosastico (con momenti di vivace estro plurilinguistico) e di una intonazione narrativa o gnomica. E forse oggi, più ancora di quando questi versi apparvero per la prima volta, la semplicità elegantissima della loro natura, la loro verità antiretorica ci appaiono esemplari. In queste pagine leggiamo un intreccio di meditazioni sull'esserci e sul mutare nel tempo di un soggetto che osserva se stesso e il mondo delle cose in cui è inevitabilmente immerso. Sono vere e proprie quotidiane annotazioni in versi che vanno dallo sguardo sulla realtà minima alla tensione metafisica, dalla riflessione sulla poesia stessa al pensiero di un'irraggiungibile divinità: il tutto nel contesto di una società criticata con ironia tagliente. Con scritti di Angelo Jacomuzzi e Andrea Zanzotto. Commento di Massimo Gezzi.
Diario del '71 e del '72 Montale Eugenio Gezzi M. (Cur.) - Mondadori, 2010 - Oscar Poesia Del Novecento
Nei novantuno componimenti compresi in Diario idei '71 e del '72 (pubblicato nel 1973) Montale approfondisce i temi dirompenti già affacciatisi in Satura: su un cupo pessimismo di fondo si innestano quadri di feroce sarcasmo contro la società dell'epoca e un'umanità irrimediabilmente inautentica, intervallati però da imprevedibili slanci e sussulti di vitalismo. Privo di forti temi unificanti, il Diario trova una sua coerenza proprio nella; forma del journal, nella registrazione quasi quotidiana di fatti e in un ironico plurilinguismo che; attinge ora dalla lingua quotidiana anche bassa,; ora da quella esibitamente letteraria o preziosa.; È una poesia, questa del vecchio Montale, ormai incapace di salvare il soggetto che la pratica, ma che non smette di chiedere al lettore di riconoscere il mondo per quel che è: un enorme ossimoro [nel quale il bene e il male, "il vero e il falso sono; il retto e il verso / della stessa medaglia", li testo, corredato di un'introduzione e di un commento a cura di Massimo Gezzi, è accompagnato; da un saggio di Angelo Jacomuzzi, da un profilo biografico dell'autore, da una bibliografia e da un importante intervento di un poeta e critico come Andrea Zanzotto.