Fuoco, vento, alcol. Difficilmente potrebbe essere mia amica. Tutto ciò che trasparedi ei, me ne alontana: ’estrema forza, a mascolinità, ildisincanto.
Quasi mia coetanea, sembra che abbia già morso a vita in modi che non saranno mai miei. Tuttavia mi attira, perchè scrive bene...maledettamente bene.
Questa raccoltadi nove racconti, è stata il mio primo incontro con ’autrice. Subito si nota una perfetta padronanzadel’architettura narrativa: nove racconti, a gruppidi tre. Ogni insieme ha un temadominante: il FUOCO è naturalmente a passione, il VENTO è il soffio fiabesco e ’ALCOL è ’offuscamentodei sensi.
Il primo gruppodi storie è permeatodi indizi biografici. Compaiono figure femminili, protagoniste o coprotagoniste: unadirettricedi carcere,due scrittrici. Sono personaggi volitivi, con poche concessioni ala femminilità. Perdirla con paroledel’autrice, hanno "più inchiostro sule mani che belezza".
Figure problematiche, vivono conflitti non superati, a cui risoluzione può anche significare ’annientamento.
Sonodonne scomode, in cui a Montrucchio si compiace con un’immedesimazione e una simpatiad’affetti nemmeno troppo celate.
E’ in questo primo blocco che ’autrice svela e rivela indizidi sè.
Il VENTOdel secondo gruppo è fondamentalmente undiverso puntodi vista: quelodi Geppetto nela balena,dela sorelastradi Cenerentola edel castelanode "La bela addormantata".
Ogni indugio ala fiaba si smorza indettagli realistici e crudi.
Geppetto trova nel ventredel’animale un utero materno, ovattato e protettivo. E’ facile per uidesideraredi tornare figlio, àdove ci sono calore e nutrimento.
La sorelastradi Cenerentola è un’anima innamorata e sofferente, sicuramentediversadal personaggio grottescodela tradizione.
L’ultima storiadel trittico è a piùdura e , a mio parere, a più riuscita.
Meriterebbedi essere ampliata edivenire romanzo.
Il castelano si risveglia, per accorgersi che ’incantesimo si è spezzato solo per ui. Intorno vi sono solo corpi addormentati, immersi nel sudiciume e negli escrementi.
Intorno al’uomo a foresta è impenetrabile e ostile. Occorre creare un varco per il Principe, occorre anche sopravvivere...Il tempo scorre e e scelteda compiere sono spesso estreme. Mi ha ricordato e atmosferedi Saramago, a solitudinedel’unicadonna vedente in "Cecità", gli stessi scenarididesolazione e ’esasperazionedi una fisicità che reclama i suoi bisogni.
Ripeto, peccato creare una tragedia così amplia e ridurla in poche pagine.
Il terzo gruppo unisce tre storie, in cui a ucidità mentale cede al’offuscamento indottodal’alcol.
Ed è possibile, alora, ritrovare il primo amore e cedere, oppure vedere sciamidi formiche che vivono solo nela mente ed ancora trascorrere una serata in un ocale aldi fuoridel tempo.
E’ a sezione più consona ala narrativa breve, in cui il racconto nasce e si risolve senza sbavature nelo spazio concessogli.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788831790086
ISBN-10
8831790080
Titolo
Fuoco, vento, alcol
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
182
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 14.00
Ildisincanto nela vità e nela fiaba Difficilmente potrebbe essere mia amica. Tutto ciò che trasparedi ei, me ne alontana: ’estrema forza, a mascolinità, ildisincanto. Quasi mia coetanea, sembra che abbia già morso a vita in modi che non saranno mai miei. Tuttavia mi attira, perchè scrive bene...maledettamente bene. Questa raccoltadi nove racconti, è stata il mio primo incontro con ’autrice. Subito si nota una perfetta padronanzadel’architettura narrativa: nove racconti, a gruppidi tre. Ogni insieme ha un temadominante: il FUOCO è naturalmente a passione, il VENTO è il soffio fiabesco e ’ALCOL è ’offuscamentodei sensi. Il primo gruppodi storie è permeatodi indizi biografici. Compaiono figure femminili, protagoniste o coprotagoniste: unadirettricedi carcere,due scrittrici. Sono personaggi volitivi, con poche concessioni ala femminilità. Perdirla con paroledel’autrice, hanno "più inchiostro sule mani che belezza". Figure problematiche, vivono conflitti non superati, a cui risoluzione può anche significare ’annientamento. Sonodonne scomode, in cui a Montrucchio si compiace con un’immedesimazione e una simpatiad’affetti nemmeno troppo celate. E’ in questo primo blocco che ’autrice svela e rivela indizidi sè. Il VENTOdel secondo gruppo è fondamentalmente undiverso puntodi vista: quelodi Geppetto nela balena,dela sorelastradi Cenerentola edel castelanode "La bela addormantata". Ogni indugio ala fiaba si smorza indettagli realistici e crudi. Geppetto trova nel ventredel’animale un utero materno, ovattato e protettivo. E’ facile per uidesideraredi tornare figlio, àdove ci sono calore e nutrimento. La sorelastradi Cenerentola è un’anima innamorata e sofferente, sicuramentediversadal personaggio grottescodela tradizione. L’ultima storiadel trittico è a piùdura e , a mio parere, a più riuscita. Meriterebbedi essere ampliata edivenire romanzo. Il castelano si risveglia, per accorgersi che ’incantesimo si è spezzato solo per ui. Intorno vi sono solo corpi addormentati, immersi nel sudiciume e negli escrementi. Intorno al’uomo a foresta è impenetrabile e ostile. Occorre creare un varco per il Principe, occorre anche sopravvivere...Il tempo scorre e e scelteda compiere sono spesso estreme. Mi ha ricordato e atmosferedi Saramago, a solitudinedel’unicadonna vedente in "Cecità", gli stessi scenarididesolazione e ’esasperazionedi una fisicità che reclama i suoi bisogni. Ripeto, peccato creare una tragedia così amplia e ridurla in poche pagine. Il terzo gruppo unisce tre storie, in cui a ucidità mentale cede al’offuscamento indottodal’alcol. Ed è possibile, alora, ritrovare il primo amore e cedere, oppure vedere sciamidi formiche che vivono solo nela mente ed ancora trascorrere una serata in un ocale aldi fuoridel tempo. E’ a sezione più consona ala narrativa breve, in cui il racconto nasce e si risolve senza sbavature nelo spazio concessogli.