Babele, km 1000. Una mattina Dio si alza dal letto e non trova le sue pantofole. La cosa potrebbe suonare imbarazzante per uno del suo calibro, ma è solo l'inizio: cinque dei suoi migliori serafini vengono fatti fuori a sangue freddo su una delle guglie baroccheggianti che popolano il surreale mondo delle Torri. Dei sicari neanche l'ombra: spariti tra i meandri delle cuspidi altisonanti. Per i servizi di intelligence del Padre Eterno non v'è dubbio: non è un attentato infernale, ma parte di una congiura ben più ampia. Per scovare i colpevoli Dio non esita a dare carta bianca all'Arcangelo Vermouth, un gerarca in borghese dai metodi spiccioli e dal grilletto canterino, mandato a fare i conti con l'humour macabro del furbo Mefistofele pur di arrivare alla mente sopraffina che ha agito nell'ombra. In un mondo visionano in cui Lucifero è solo l'ombra del terrorista che fu e la guerra fredda tra buoni e cattivi è finita da tempo - diciamo pure dall'ultima pagina della Bibbia - un mucchio selvaggio decide di dare una scossa agli eventi. Mercenari e cospiratori senza scrupoli, ma anche artisti e romantici di ogni tipo, si giocano il tutto per tutto in una realtà surreale - l'unica realmente possibile - in cui il Padre Eterno fuma sigari cubani e la fine del mondo più volte annunciata è routine da telegiornale. Brillante e ironico, candido e disturbante, l'esordio letterario di Musco. Uno sguardo singolare, un punto di vista spostato, da piano inclinato, per una Babele che si crea risposte senza porsi più domande.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788879375702
ISBN-10
8879375709
Titolo
Babele, km 1000
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
120
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Commento su babele km 1000 Trama e stile originali e particolari . Ambienti e eventi chedanno grande stimolodi immaginazione al ettore . Storia e personaggi fantastici , ma che conservano qualcosadi reale edi umano . Ironico , con riferimenti semplici ma che fanno sorridere, e brutale , condescrizioni forti e sanguinolente . Audace e per niente elementare a regia , con continui cambidi puntidi vista ,di personaggi ,di uoghi . E’ un ibroda scoprire pian piano e non è scontato , porta il ettore ontanodala vitadi tutti i giorni , ma o mantiene egato pur sempre anche se ontanamente ad essa . Non odefinirei un fantasy , è un mistodi generi ed è per questo che ascia interdetti , soprattutto al’inizio , e non permettedi esprimerne un giudizio fin quando non si egge fino al’ultima parola . In conclusione è un ibroda eggere , qualunque sia o stile preferitodal ettore in quanto è ontanodale tipiche storie edagli usuali argomentidei romanzi .
Sacro e profano ala resadei conti Si trattadi un romanzo intrigante, contraddistintoda una trama complessa e ambientato in un mondo surreale popolatoda torri infinite. Un mucchio selvaggio fattodi avventurieri romantici e cospiratori senza scrupoli congiurano, chi in un modo chi in un altro, per sovvertire ’ordine stantiodele cose - simbolicamente rappresentatoda unadicotomiadio Vs ucifero che oramai ha fatto abbondantemente il suo tempo -. E’ una prova etterariadi grande spessore, che ad una narrativa accattivante fa seguire un messaggio filosofico ed esteticodi alto ivelo, non banale, che "abbassa" a naturadivinadele cose (Dio viene rappresentatodi volta in volta come un politico o un commissariodi polizia), e "innalza" a componente mortaledel’uomo, catalizzandone i contenuti surreali ed esaltandoli. Ad un inguaggiodi volta in volta visionario e surreale, fanno seguitodei toni contraddistintida una blasfemia non stupida, che più che indignare soleva moltedomande.