Il cappio si stringe attorno al collo di Giovanna Bonanno nel cuore pulsante di Palermo, mentre la folla accalcata in piazza Villena osserva il compiersi della sentenza capitale.
Giovanna Bonanno, nota come la vecchia dell'aceto, giunge alla forca dopo anni trascorsi a fornire alle spose infelici della nobiltà un letale intruglio venefico per liberarsi definitivamente dai mariti.
L'odore acre dell'aceto avvelenato satura le stanze buie di una Palermo settecentesca, dove i desideri proibiti trovano sfogo nei corridoi dell'Inquisizione. Giovanna trasforma il dolore coniugale in un affare clandestino di morte, manovrando le vite altrui tra i palazzi nobiliari e i vicoli dimenticati della città.
Tutto finisce qui.
Le trame oscure si intrecciano sotto la guida severa del viceré Caracciolo, in una spirale di avvelenamenti sistematici nella Sicilia del viceré che scuote le fondamenta del potere locale. La giustizia si abbatte implacabile, cercando di ristabilire un ordine sociale precario attraverso la pubblica esecuzione di una donna che ha saputo manipolare il destino di troppi mariti sgraditi.
Questa cronaca nera dei quartieri di Palermo rivela il volto segreto di un'epoca sospesa tra l'opulenza dei salotti dorati e la miseria cronica di chi non ha nulla da perdere.
Il boia scosta la scala, lasciando che il corpo di Giovanna oscilli nel vuoto sotto lo sguardo attonito dei mercanti del quadrivio.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica siciliana settecentesca.
✔ Chi segue la letteratura di ambientazione giudiziaria.
Perché è diverso
La narrazione fonde il resoconto storico dell'esecuzione di una figura reale con una ricostruzione atmosferica della Palermo sotto Caracciolo. La struttura alterna la caduta della protagonista alle dinamiche sociali del tempo, offrendo uno sguardo diretto sulle contraddizioni tra Inquisizione e vita quotidiana.
Dettagli Bibliografici
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