Crimini letterari. Adagio consono, battuta che si sente spesso è quela che recita "Scrivere è riscrivere". Neda conferma, alimentando ildubbio che il canone sia una riserva in cui andare a caccia, questo piccolo ma geniale saggiodi Charles Nodier che, bibliotecario trentaduenne, nel 1812 raccoglie in questo volumetto ben tradotto un campionariodeldisonesto etterario, ovvero: i vizidegli scrittori,dal’abusodi prosopopea ala copia manifestad’opered’altri. Catalogodi furba inteligenza, il suo, che risente significativamentedel’epoca in cui è scritto: ad esempio far proprie paginedi autori stranieri equivale a far bottino non egittimo ma sopportabile sul piano morale mentre copiar e operedi autori nazionali (e che almeno non siano mediocri…)è bendegnodel peggior giudizio. Ancora: il romanzo come fasciodi idee e nondi stile, il valoredela parole come scrignodi immagini originali e nuove, il genio come onesta propensione al’eccelsoda Parnaso. E quela convinzionedi metà ibro, per cui un autoredavvero tale non fonda scuole per nondar vita a mediocrità…Meritad’esser etto questo ibro valorosodi una casa editrice valorosa: meritadi esser etto per ragionare sula etteratura che c’è stata, su quela che ancora c’è. E su quela che troveremodomani. Come è sempre stato, come sarà per sempre.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788889987414
ISBN-10
8889987413
Titolo
Crimini letterari
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
106
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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Crimini letterari Adagio consono, battuta che si sente spesso è quela che recita "Scrivere è riscrivere". Neda conferma, alimentando ildubbio che il canone sia una riserva in cui andare a caccia, questo piccolo ma geniale saggiodi Charles Nodier che, bibliotecario trentaduenne, nel 1812 raccoglie in questo volumetto ben tradotto un campionariodeldisonesto etterario, ovvero: i vizidegli scrittori,dal’abusodi prosopopea ala copia manifestad’opered’altri. Catalogodi furba inteligenza, il suo, che risente significativamentedel’epoca in cui è scritto: ad esempio far proprie paginedi autori stranieri equivale a far bottino non egittimo ma sopportabile sul piano morale mentre copiar e operedi autori nazionali (e che almeno non siano mediocri…)è bendegnodel peggior giudizio. Ancora: il romanzo come fasciodi idee e nondi stile, il valoredela parole come scrignodi immagini originali e nuove, il genio come onesta propensione al’eccelsoda Parnaso. E quela convinzionedi metà ibro, per cui un autoredavvero tale non fonda scuole per nondar vita a mediocrità…Meritad’esser etto questo ibro valorosodi una casa editrice valorosa: meritadi esser etto per ragionare sula etteratura che c’è stata, su quela che ancora c’è. E su quela che troveremodomani. Come è sempre stato, come sarà per sempre.