Il cappio oscilla piano nel cortile della chiesa, un monito di corda grezza per chiunque non porti il segno della maternità sulla propria carne.
Ada, apprendista levatrice nel 1894, si ritrova accusata di stregoneria per la sua sterilità e deve abbandonare la sua casa per sopravvivere.
La sua vecchia esistenza svanisce tra i campi di grano e le mani operose che assistono le partorienti mentre la paura cresce.
Tutto stava finendo.
Cercando rifugio tra i solchi aridi del West, si unisce alla banda dei fuorilegge di Kid, un manipolo di emarginati che si sposta rapidamente tra le cittadine di frontiera. Ogni rapina organizzata dai disertori serve a finanziare un insediamento remoto dove il genere non determina il valore di un individuo.
Sotto il sole implacabile della prateria, il gruppo tenta di costruire una colonia utopica femminile al riparo dalle forche cittadine, affrontando il peso costante di una caccia serrata che non concede tregua ai disertori. Ada impara a impugnare armi, scambiando le bende della levatrice con la polvere della frontiera e il battito sincopato degli zoccoli sulla terra dura.
La corda del boia resta un’ombra invisibile che segue ogni traccia lasciata dai cavalli nel fango dei sentieri battuti.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa western revisionista.
✔ Appassionati di saghe storiche americane al femminile.
Perché è diverso
L'opera ribalta l'iconografia classica del West focalizzandosi su una comunità di esuli che sfida i rigidi ruoli di genere dell'epoca post-pandemica. La narrazione intreccia la cruda realtà della sopravvivenza in frontiera con una ricerca sociale lucida e priva di facili idealizzazioni.
Dettagli Bibliografici
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