Il fango del Vietnam scivola via dagli scarponi mentre la traccia di un disertore punta dritta verso l'orizzonte europeo.
Cacciato abbandona il conflitto per raggiungere Parigi a piedi, innescando una caccia folle attraverso la giungla indocinese che trascina l'intero plotone in un'odissea sospesa tra allucinazione e realtà.
Il fucile giace abbandonato nella vegetazione tropicale, ormai inutile peso per chi ha deciso di percorrere ottomilaseicento miglia verso i bistrot della Ville Lumière. La truppa si lancia all'inseguimento lungo i sentieri polverosi dell'Asia, in un viaggio donchisciottesco nell'Indocina che mescola il dovere militare con la visione distorta di un uomo che rifiuta il massacro.
Tutto svanisce.
Ogni passo dei soldati trasforma la terra bruciata in un labirinto psichedelico dove le gerarchie militari perdono senso di fronte a una fuga verso Parigi che sfida la logica della guerra. I ricordi si intrecciano ai chilometri percorsi, mentre la paura di tornare indietro si fonde con la vertigine di un futuro lontano migliaia di miglia, in un susseguirsi di visioni che rendono incerto il confine tra la marcia forzata e il delirio collettivo alimentato dal trauma costante.
L'ombra di Cacciato svanisce oltre il limitare della boscaglia, lasciando dietro di sé solo il silenzio di un plotone che ha smarrito la propria bussola.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa bellica di stampo introspettivo.
✔ Appassionati di letteratura statunitense del Novecento.
Perché è diverso
L'opera sovverte la cronaca bellica trasformandola in una narrazione surreale dove il confine tra il vissuto e l'immaginato si annulla costantemente. La struttura alterna il realismo brutale della giungla alla progressione quasi fiabesca di un viaggio impossibile, decostruendo il conflitto attraverso la lente distorta dell'allucinazione e della determinazione individuale.
Dettagli Bibliografici
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