La luce fredda del lampadario si riflette sui cristalli scheggiati di un salotto svuotato dall'ostentazione.
Un uomo oppresso dalla mediocrità della vita borghese romagnola cerca una via d'uscita tra l'adulterio e il dissesto finanziario.
Le stanze della dimora familiare diventano una prigione di specchi dove ogni conversazione rivela l'ipocrisia dei legami sociali.
Il vuoto cresce.
La voce di una cantante incontrata nei teatri cittadini trascina il protagonista in una voragine di spese folli e pretese aristocratiche, trasformando ogni serata in una fuga dal grigiore giolittiano che consuma le poche risorse rimaste.
Sotto le maschere di una società in declino, si agita la tensione di un animo che rifiuta la quiete della propria condizione per inseguire un'illusione fatta di velluti e debiti insostenibili, mentre la realtà domestica si sgretola in un dramma psicologico della sconfitta ineluttabile.
L'ultimo debito firmato segna il silenzio definitivo prima che la facciata sociale imploda sotto il peso delle menzogne.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa italiana tra Otto e Novecento.
✔ Appassionati di analisi psicologica sulla decadenza borghese.
Perché è diverso
L'opera si distacca dalla produzione coeva attraverso una profonda introspezione che trasforma il dissesto economico in una patologia dello spirito. La narrazione costruisce un conflitto serrato tra l'aspirazione aristocratica del protagonista e la realtà soffocante di una nazione in transizione.
Dettagli Bibliografici
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