Dalle vie cave scavate nel tufo di Pitigliano ai meandri delle barene nella laguna di Venezia, questo volume esplora percorsi italiani lontani dai grandi assi stradali.
Federico Pace delinea una geografia fatta di passaggi ferroviari secondari, sentieri marittimi e valichi fluviali, tracciando itinerari che sfuggono alla velocità delle metropoli contemporanee. Il testo analizza luoghi come la statale 92 in Basilicata, la Salita dei Turchi e l'eremo di Santa Caterina del Sasso, collegando la morfologia del terreno alle narrazioni umane che vi abitano. Attraverso una narrazione che intreccia il movimento fisico del cammino con la dimensione contemplativa, l'autore indaga il legame tra il territorio e la percezione individuale, offrendo una riflessione sul valore del viaggio lento in Italia come metodo per osservare le pieghe meno visibili del paesaggio.
Per chi è
✔ Viaggiatori interessati a itinerari di turismo lento
✔ Lettori attenti alla geografia umana e territoriale
Perché è diverso
Il libro non segue logiche di guida turistica tradizionale, ma organizza l'esperienza del territorio attraverso il contrasto tra il silenzio dei luoghi remoti e la rapidità dei flussi urbani.
Dettagli Bibliografici
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