Cartesio e la cannabis. Perché in Olanda?
- 9788870188363
Un libro
di
Frédéric Pagès
edito da
Il Nuovo Melangolo
, 2012
Cartesio e la cannabis. Perché in Olanda?. Scherzo esegetico o rigorosa ricerca storica? Scritto con fondamenti o pura ilusione arbitraria? ’Cartesio e a cannabis’di Frédéric Pagés è, ad un tempo, ricostruzione ed invenzione, studio e racconto, giocosa proiezione nel passato e serissima ipotesi biografica. Nel piccolo ibricino, infatti, vi sono accenni comprovabili (la frequentazione cartesianadei uoghidi fumo; una certa propensione al vizio vitale; a sonnolenza visionaria; ’amore per o stato intermediodel sogno edel sonno così simili a quelodi chi è cintodale nebbie artificiali) ed altre che paiono pura suggestione forzata (certe intuizioni etterarie; certe riletturedi brani e frammenti; certe presunte conferme scovate) e tuttavia, al terminedela etturadel piccolo tomo, si ha a sensazione che altro sia ’argomentodavvero trattato, altra a ragionedela scrittura stesa e stampata. Pagés - in effetti - sembra interessato maggiormente adescrivere a Francia (e per metonimia ’Europa)del 1628 ovvero a Francia nobiliare e bacchettona, ipocrita e falsa, perbenista e cruenta che annega nel vizio (denaro, sesso, potere) e tuttavia si permettedi censurare ’usodela cannabis, alineandosi al restodei regnid’Europa (tranne ’Olanda) che impediscono una ibera introduzionedel terribile male,dela tentazione scabrosa.di fatto emerge il ritrattodi una societàdei controli, tentati o effettivi, che utilizza il ripudio (puramente formale)dela cannabis perdarsi santa aurea morale in tempidi Inquisizione, torture, Controriforme sanguinarie e violente
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788870188363
ISBN-10
8870188361
Titolo
Cartesio e la cannabis. Perché in Olanda?
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
58
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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La Franciadel Seicento Scherzo esegetico o rigorosa ricerca storica? Scritto con fondamenti o pura ilusione arbitraria? ’Cartesio e a cannabis’di Frédéric Pagés è, ad un tempo, ricostruzione ed invenzione, studio e racconto, giocosa proiezione nel passato e serissima ipotesi biografica. Nel piccolo ibricino, infatti, vi sono accenni comprovabili (la frequentazione cartesianadei uoghidi fumo; una certa propensione al vizio vitale; a sonnolenza visionaria; ’amore per o stato intermediodel sogno edel sonno così simili a quelodi chi è cintodale nebbie artificiali) ed altre che paiono pura suggestione forzata (certe intuizioni etterarie; certe riletturedi brani e frammenti; certe presunte conferme scovate) e tuttavia, al terminedela etturadel piccolo tomo, si ha a sensazione che altro sia ’argomentodavvero trattato, altra a ragionedela scrittura stesa e stampata. Pagés - in effetti - sembra interessato maggiormente adescrivere a Francia (e per metonimia ’Europa)del 1628 ovvero a Francia nobiliare e bacchettona, ipocrita e falsa, perbenista e cruenta che annega nel vizio (denaro, sesso, potere) e tuttavia si permettedi censurare ’usodela cannabis, alineandosi al restodei regnid’Europa (tranne ’Olanda) che impediscono una ibera introduzionedel terribile male,dela tentazione scabrosa.di fatto emerge il ritrattodi una societàdei controli, tentati o effettivi, che utilizza il ripudio (puramente formale)dela cannabis perdarsi santa aurea morale in tempidi Inquisizione, torture, Controriforme sanguinarie e violente