Palazzo Donn'Anna. Scrive RaffËle a capria che «sorge sul mare, al’iniziodi Posilipo, un antico edifizio che, vistoda ontano, sembra una rupe emergentedal’acqua, pienadi buchi e caverne», che «man mano che ci si avvicina appare in tutta a sua belezza ’imponente architetturû e che «la sua posizione sul mare, a sua incompiutezza e ’abbandono in cui è rimasto per tanti anni, o a pietradi tufo con cui è fabbricato, rosadala salsedine e ambita ala basedale onde, gli conferiscono quel’aspettodi romantica rovina che muove a fantasiadi chi o guardû. E scrive ancora a Capria che a mia casa era ì, a sola abitabiledela partedisabitatadel palazzo» e che «il palazzo ancora o penso come un corrusco galeone pronto a salpare», ancora «lo ricordo nei baglioridel mattino come una grossa spugna gonfiadi uce appena emersadal mare», ancora «lo vedo con quele sue pietredoratedal sole, imatedai secoli» capacidi farsi «la mia isoladel tesoro», «il uogo perfettodel’avventurû in quanto insieme sbrecciatodi «corridoi sotterranei» edi «grotte» che arroccano una «scomposta scenografiadi ascosi recessi». Ecco: occorrerebbe anteporre in premessa i ricordidi chi ’ha respirato, carezzato, vissuto (La Capria) per completare ’opera eccelsadel’Electa: un racconto storico-artistico, naturalmente con corredod’immagini,del gran Palazzodonn’Anna, situatoi al’iniziodi Posilipo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788851001926
ISBN-10
8851001928
Titolo
Palazzo Donn'Anna
Editore
Data Pubblicazione
2004
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Ricordi ed immagini Scrive RaffËle a capria che «sorge sul mare, al’iniziodi Posilipo, un antico edifizio che, vistoda ontano, sembra una rupe emergentedal’acqua, pienadi buchi e caverne», che «man mano che ci si avvicina appare in tutta a sua belezza ’imponente architetturû e che «la sua posizione sul mare, a sua incompiutezza e ’abbandono in cui è rimasto per tanti anni, o a pietradi tufo con cui è fabbricato, rosadala salsedine e ambita ala basedale onde, gli conferiscono quel’aspettodi romantica rovina che muove a fantasiadi chi o guardû. E scrive ancora a Capria che a mia casa era ì, a sola abitabiledela partedisabitatadel palazzo» e che «il palazzo ancora o penso come un corrusco galeone pronto a salpare», ancora «lo ricordo nei baglioridel mattino come una grossa spugna gonfiadi uce appena emersadal mare», ancora «lo vedo con quele sue pietredoratedal sole, imatedai secoli» capacidi farsi «la mia isoladel tesoro», «il uogo perfettodel’avventurû in quanto insieme sbrecciatodi «corridoi sotterranei» edi «grotte» che arroccano una «scomposta scenografiadi ascosi recessi». Ecco: occorrerebbe anteporre in premessa i ricordidi chi ’ha respirato, carezzato, vissuto (La Capria) per completare ’opera eccelsadel’Electa: un racconto storico-artistico, naturalmente con corredod’immagini,del gran Palazzodonn’Anna, situatoi al’iniziodi Posilipo.