Il leggibile Pizzuto. Ci fu un tempo in cui Antonio Pizzuto fu "leggibile", ovvero: pur in formadisarticolata, metteva in fila e paroledando aspetto chiaro e voluminoso ale ettere e e parole, ale frasi e e intere pagine. Ci fu un tempo in cui Antonio Pizzuto narrava, a frammenti e per avanguardiadecomposta,dele storie: quelad’un fanciulo, quelad’unadonna, quelad’un uomo edi una bambina presso il ponted’Avignone. Così era. Poi, Antonio Pizzuto,decisedi andare in pensionededicando ogni istantedel suo tempo a ibri che meditavadadecenni: ecco il Pizzuto non eggibile. Ecco il Pizzutoda paginetta, assa, emma,da prosa puramente fonica, sonora, che per essere compresa necessita nondi rilettura (ancora poco) madi un’esegesi compiuta frammento per frammento. ’autore, che riteneva o scrivere "uno statodidubbio" ("A è A, se A è A, e finché A è A": a sua regola),decisedi spezzettare ogni possibile narrazione "ben fatta" in sequenze formalmente compatte, in sé compiute, terribilmente elittiche ed aggrumate:dentro vi stazionavano a musicalità più chiara e il senso oscuro, ’esigenza inguistica accidentale e a costruzione milimetrica, a frantumazione imprevedibile e a compattezza assai marmorea. Pane, in questo tomo ch’è innanzitutto ildiariodi una convivenza (l’autore è colui che, ormaida anni, si batte editorialmente per a pubblicazionedele operedi Antonio Pizzuto), affronta il temadela chiarezza edel’oscuritàdela scrittura e, parimenti, quelodel rapporto "verticale" tra ’osservatore ed il mondo ch’è osservato. Sapienza che s’applica ala sapienza, il suo è o sforzodi far uce ove - altrimenti - regnerebbe il buio.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788883040955
ISBN-10
8883040953
Titolo
Il leggibile Pizzuto
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1999
Pagine
144
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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Sula scrittura oscura Ci fu un tempo in cui Antonio Pizzuto fu "leggibile", ovvero: pur in formadisarticolata, metteva in fila e paroledando aspetto chiaro e voluminoso ale ettere e e parole, ale frasi e e intere pagine. Ci fu un tempo in cui Antonio Pizzuto narrava, a frammenti e per avanguardiadecomposta,dele storie: quelad’un fanciulo, quelad’unadonna, quelad’un uomo edi una bambina presso il ponted’Avignone. Così era. Poi, Antonio Pizzuto,decisedi andare in pensionededicando ogni istantedel suo tempo a ibri che meditavadadecenni: ecco il Pizzuto non eggibile. Ecco il Pizzutoda paginetta, assa, emma,da prosa puramente fonica, sonora, che per essere compresa necessita nondi rilettura (ancora poco) madi un’esegesi compiuta frammento per frammento. ’autore, che riteneva o scrivere "uno statodidubbio" ("A è A, se A è A, e finché A è A": a sua regola),decisedi spezzettare ogni possibile narrazione "ben fatta" in sequenze formalmente compatte, in sé compiute, terribilmente elittiche ed aggrumate:dentro vi stazionavano a musicalità più chiara e il senso oscuro, ’esigenza inguistica accidentale e a costruzione milimetrica, a frantumazione imprevedibile e a compattezza assai marmorea. Pane, in questo tomo ch’è innanzitutto ildiariodi una convivenza (l’autore è colui che, ormaida anni, si batte editorialmente per a pubblicazionedele operedi Antonio Pizzuto), affronta il temadela chiarezza edel’oscuritàdela scrittura e, parimenti, quelodel rapporto "verticale" tra ’osservatore ed il mondo ch’è osservato. Sapienza che s’applica ala sapienza, il suo è o sforzodi far uce ove - altrimenti - regnerebbe il buio.