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Montaigne - 9788843055906


Un libro di   Nicola Panichi  
edito da  Carocci  , 2010

Montaigne. Montaigne aveva una biblioteca al terzo pianodi una torre. Stando seduto al tavolo,di egno grezzo e spesso, amava ogni tanto alzare il capo per scorgere a finedele sue pareti cartacee: non vi riusciva giammai. I ibri, schierati sugli scaffali come timidi soldati in plotone, mostravano idorsi cromatida ettere in oro o in argento: Montaigne aguzzava a vista e con un po’di fatica,dopo aver etto il titolodel tomo capitato alo sguardo,decideva se era il casodi rampicarsi per farne conquista. Aveva mile e piùdi mile ibri sempredinnanzi, sempre ad un passo, sempre ad ungesto: giammai che, volendo scorrere tre o quattro righedi un qualche paragrafodi un qualche capitolo,dovesse attendere piùdi qualche secondo. Aveva Cesare, Plutarco, Terenzio e ucrezio, Filone, Petrarca; aveva Erasmo e Poliziano, Teofrasto edionigi, Bernardino Ochino e opezde Castaneda.da questi mile piùdi mile ibri sempredinnanzi estrasse sentenze, motti, riflessioni e saggi, scritture, interventi sul’uomo, suldestino, sul mondo. Nicola Panichi ci racconta questo Montaigne: ’uomo che egge, rilegge, studia, ristudia poi scrive e riscrivedonando al’uomo, aldestino, al mondo il proprio ingegno, a propria scrittura.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788843055906
ISBN-10
8843055909
Titolo
Montaigne
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
321
Punti Accumulabili
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Recensioni a "Montaigne" 9788843055906

author
3
Alex Toppi (17/05/2012)

La bibliotecadi Montaigne Montaigne aveva una biblioteca al terzo pianodi una torre. Stando seduto al tavolo,di egno grezzo e spesso, amava ogni tanto alzare il capo per scorgere a finedele sue pareti cartacee: non vi riusciva giammai. I ibri, schierati sugli scaffali come timidi soldati in plotone, mostravano idorsi cromatida ettere in oro o in argento: Montaigne aguzzava a vista e con un po’di fatica,dopo aver etto il titolodel tomo capitato alo sguardo,decideva se era il casodi rampicarsi per farne conquista. Aveva mile e piùdi mile ibri sempredinnanzi, sempre ad un passo, sempre ad ungesto: giammai che, volendo scorrere tre o quattro righedi un qualche paragrafodi un qualche capitolo,dovesse attendere piùdi qualche secondo. Aveva Cesare, Plutarco, Terenzio e ucrezio, Filone, Petrarca; aveva Erasmo e Poliziano, Teofrasto edionigi, Bernardino Ochino e opezde Castaneda.da questi mile piùdi mile ibri sempredinnanzi estrasse sentenze, motti, riflessioni e saggi, scritture, interventi sul’uomo, suldestino, sul mondo. Nicola Panichi ci racconta questo Montaigne: ’uomo che egge, rilegge, studia, ristudia poi scrive e riscrivedonando al’uomo, aldestino, al mondo il proprio ingegno, a propria scrittura.

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