Montaigne. Montaigne aveva una biblioteca al terzo pianodi una torre. Stando seduto al tavolo,di egno grezzo e spesso, amava ogni tanto alzare il capo per scorgere a finedele sue pareti cartacee: non vi riusciva giammai. I ibri, schierati sugli scaffali come timidi soldati in plotone, mostravano idorsi cromatida ettere in oro o in argento: Montaigne aguzzava a vista e con un po’di fatica,dopo aver etto il titolodel tomo capitato alo sguardo,decideva se era il casodi rampicarsi per farne conquista. Aveva mile e piùdi mile ibri sempredinnanzi, sempre ad un passo, sempre ad ungesto: giammai che, volendo scorrere tre o quattro righedi un qualche paragrafodi un qualche capitolo,dovesse attendere piùdi qualche secondo. Aveva Cesare, Plutarco, Terenzio e ucrezio, Filone, Petrarca; aveva Erasmo e Poliziano, Teofrasto edionigi, Bernardino Ochino e opezde Castaneda.da questi mile piùdi mile ibri sempredinnanzi estrasse sentenze, motti, riflessioni e saggi, scritture, interventi sul’uomo, suldestino, sul mondo. Nicola Panichi ci racconta questo Montaigne: ’uomo che egge, rilegge, studia, ristudia poi scrive e riscrivedonando al’uomo, aldestino, al mondo il proprio ingegno, a propria scrittura.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788843055906
ISBN-10
8843055909
Titolo
Montaigne
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
321
Argomento
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €
Scopri gli altri articoli della promo:
Tantissimi libri in promozione sconto
Tantissimi libri in promozione sconto

La bibliotecadi Montaigne Montaigne aveva una biblioteca al terzo pianodi una torre. Stando seduto al tavolo,di egno grezzo e spesso, amava ogni tanto alzare il capo per scorgere a finedele sue pareti cartacee: non vi riusciva giammai. I ibri, schierati sugli scaffali come timidi soldati in plotone, mostravano idorsi cromatida ettere in oro o in argento: Montaigne aguzzava a vista e con un po’di fatica,dopo aver etto il titolodel tomo capitato alo sguardo,decideva se era il casodi rampicarsi per farne conquista. Aveva mile e piùdi mile ibri sempredinnanzi, sempre ad un passo, sempre ad ungesto: giammai che, volendo scorrere tre o quattro righedi un qualche paragrafodi un qualche capitolo,dovesse attendere piùdi qualche secondo. Aveva Cesare, Plutarco, Terenzio e ucrezio, Filone, Petrarca; aveva Erasmo e Poliziano, Teofrasto edionigi, Bernardino Ochino e opezde Castaneda.da questi mile piùdi mile ibri sempredinnanzi estrasse sentenze, motti, riflessioni e saggi, scritture, interventi sul’uomo, suldestino, sul mondo. Nicola Panichi ci racconta questo Montaigne: ’uomo che egge, rilegge, studia, ristudia poi scrive e riscrivedonando al’uomo, aldestino, al mondo il proprio ingegno, a propria scrittura.