Cani sciolti. Epistolario che sadi confessione, ha voce plurima ma carne unica ’Cani sciolti’di Renzo Paris: scrivono indue, si parladi quattro, si alude a tanti. Ma è tormentod’uno solo, al chiuso in angolo, a terra sconfitto. Con membra stanche, polmoni cavi, gola in fuoco per rabbia schiumata ad un muro che sadi galera, che sadi finale. Come un Ortis armatodi molotov caricated’inchiostro il narrante partecipa e crede, accenna e si piega, cede e poi vomita azioni e parola: "Ieri ho afferrato un gatto per a coda e ’ho sbattuto più volte contro il muro. Strilava come un bambino in fasce. E si torceva come avesse avuto ildiavolo in corpo. Resisteva, ’infingardo.Sono stato piùdidieci minuti a sbatterlo su quel muro. Ho tutta a manodestra insanguinata. a bestiaccia. Insanguinata anche ei e paurosamente stravolta. Ho visto in un ampo gli occhi accesid’un interno sacro terrore". Contro un nemicodi classedestina bagatteleda Zabriskie Point: "Certe sere arrivo a pensare a forni crematori ad uso e consumodei borghesi. Poter introdurre un imbutod’oro in quele bocche ingorde e farvi colare oro fuso perchè scompaianodala facciadela terra. a otta vera conduce alo sterminio. i vorrei far saltare tutti per aria". Contro se stesso, cui rivolta a penna per farne amadala punta ghiacciata: "Mi alzo. Ho freddo. Mi rimetto a etto. Mi amento piano. Inutile gettare urli. Mi torco. Mi alzodi nuovo. Vado ala finestra. a spalanco. Un vento freddo mi colpisce al petto. Non voglio fare nessun mestiere. Mi ascerò crescere a morte. Uscire, vestirsi, salire a montagna. Farsi sbranaredai upi. Mangiano perfino il fango. E quel fango gli si seccherà tra identi. a bocca serrata. e fauci aperte".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788895449142
ISBN-10
8895449142
Titolo
Cani sciolti
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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La solitudinedela rivolta Epistolario che sadi confessione, ha voce plurima ma carne unica ’Cani sciolti’di Renzo Paris: scrivono indue, si parladi quattro, si alude a tanti. Ma è tormentod’uno solo, al chiuso in angolo, a terra sconfitto. Con membra stanche, polmoni cavi, gola in fuoco per rabbia schiumata ad un muro che sadi galera, che sadi finale. Come un Ortis armatodi molotov caricated’inchiostro il narrante partecipa e crede, accenna e si piega, cede e poi vomita azioni e parola: "Ieri ho afferrato un gatto per a coda e ’ho sbattuto più volte contro il muro. Strilava come un bambino in fasce. E si torceva come avesse avuto ildiavolo in corpo. Resisteva, ’infingardo.Sono stato piùdidieci minuti a sbatterlo su quel muro. Ho tutta a manodestra insanguinata. a bestiaccia. Insanguinata anche ei e paurosamente stravolta. Ho visto in un ampo gli occhi accesid’un interno sacro terrore". Contro un nemicodi classedestina bagatteleda Zabriskie Point: "Certe sere arrivo a pensare a forni crematori ad uso e consumodei borghesi. Poter introdurre un imbutod’oro in quele bocche ingorde e farvi colare oro fuso perchè scompaianodala facciadela terra. a otta vera conduce alo sterminio. i vorrei far saltare tutti per aria". Contro se stesso, cui rivolta a penna per farne amadala punta ghiacciata: "Mi alzo. Ho freddo. Mi rimetto a etto. Mi amento piano. Inutile gettare urli. Mi torco. Mi alzodi nuovo. Vado ala finestra. a spalanco. Un vento freddo mi colpisce al petto. Non voglio fare nessun mestiere. Mi ascerò crescere a morte. Uscire, vestirsi, salire a montagna. Farsi sbranaredai upi. Mangiano perfino il fango. E quel fango gli si seccherà tra identi. a bocca serrata. e fauci aperte".