Il vantone di Plauto. Pier Paolo Pasolini tradusse il Miles Gloriosus nel 1963, in tre settimane, su richiesta di Vittorio Gassman che aveva progettato di portare in scena il testo di Plauto. L'allestimento non venne realizzato, ma quella traduzione arrivò sulle scene alla fine dello stesso anno, suscitando le immancabili discussioni e polemiche. Nel misurarsi con la lingua di Plauto, nel ritrovarne l'anima e nel ridarle vita, la scelta del traduttore fu duplice. In primo luogo, l'uso del romanesco: utilizzando con sapienza "un italiano tra Belli e Molière", scrive nella sua prefazione Umberto Todini, Pasolini è riuscito "a mimare la pulsione vitale, liberatoria, anti egemonica, culturale o teatrale che sia", dell'originale. Strettamente legato a questa opzione linguistica, è poi il richiamo all'avanspettacolo: l'unica possibilità, secondo Pasolini, per recuperare "qualcosa di vagamente analogo al teatro di Plauto, di così sanguignamente plebeo, capace di dar luogo a uno scambio altrettanto intenso, ammiccante e dialogante, tra testo e pubblico".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811672135
ISBN-10
8811672139
Titolo
Il vantone di Plauto
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2016
Collana
Pagine
176
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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