Il nodo scorsoio vibra contro il legno dell'albero di maestra, mentre il corpo del mozzo oscilla sospinto da un vento salmastro che sa di follia.
Tre epoche si intrecciano attorno a una figura di legno misteriosa, legando il destino di un ragazzo di mare, di un ufficiale in ritirata e di un anziano uomo di Bergamo in una caccia serrata.
L'Atlantico del 1867 custodisce il primo legame insano verso quella polena ripescata, un oggetto capace di annientare la ragione umana.
Morte cerca morte.
Nell'ottobre del 1944, tra i vicoli martoriati di La Spezia, un ufficiale tedesco chiude il suo conto con la vita dopo aver vergato dichiarazioni d'amore su carta stropicciata. L'eredità avvelenata giunge fino a febbraio 2014, quando un anziano bergamasco sceglie il cianuro per innescare una ricerca di reperti antichi affidata al nipote tramite dieci frammenti cifrati. Il giovane si addentra in una spirale di ossessioni dove ogni indizio, legato a doppio filo alla divinità di legno, spinge verso un abisso di disperazione che attraversa i secoli. La verità sulla maledizione della dea marina si rivela solo attraverso il ritrovamento di questi resti sparsi, trasformando un’eredità economica in un confronto diretto con il peso delle scelte altrui.
La polena osserva in silenzio, col volto immutabile ancora sporco di salsedine e oscure memorie.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica intergenerazionale.
✔ Chi apprezza cronache di misteri marittimi.
Il racconto scardina la linearità temporale unendo tre secoli di suicidi causati da un unico oggetto di culto. L'indagine non segue un percorso investigativo classico, ma si sviluppa attraverso una genealogia del tormento che collega il secolo XIX all'epoca contemporanea.
Dettagli Bibliografici
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