Una lama di freddo attraversa le stanze di pietra dove i ragazzi vengono spogliati del proprio nome per diventare macchine da guerra.
Dragut e Keithab crescono tra le fila dei giannizzeri sotto l'ombra dell'Anatolia, finché le traiettorie della loro esistenza divergono, intrecciandosi con il destino di Bora, prigioniera sull'isola dei cavalieri di Malta.
L'Anatolia quattrocentesca diviene l'involontaria culla di un addestramento brutale che scava solchi indelebili nelle coscienze dei due compagni di infanzia, portando l'uno a cercare una libertà selvaggia e l'altro ad abbracciare l'opportunismo dei ranghi militari.
Tutto cambia ora.
Bora, reclusa in un isolamento vigilato dal mare, funge da perno invisibile tra rotte commerciali e intrighi di spie che solcano il Cinquecento, un secolo in cui la mappa di Piri Rais emerge come l'unico documento capace di alterare la percezione dei territori conquistati.
Tra le vele dei corsari e le strategie di navigatori audaci, i protagonisti si muovono attorno ai segreti geografici nascosti tra i tratti di inchiostro che, paradossalmente, potrebbero riscrivere la verità dietro i viaggi di Colombo.
Ogni spostamento in questo teatro marittimo accorcia la distanza tra la verità cartografica e la sorte dei tre, legati per sempre dalla scoperta di ciò che le terre conosciute nascondono ancora allo sguardo del potere imperiale.
L'inchiostro sulla pergamena si asciuga rivelando rotte che nessuno avrebbe mai dovuto tracciare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica ambientata nel Mediterraneo.
✔ Chi apprezza le saghe sulle rotte navali rinascimentali.
Perché è diverso
Il testo intreccia l'evoluzione psicologica di due soldati con la ricerca di un reperto cartografico reale, trasformando la mappa di Piri Rais da oggetto storico a motore di una narrazione corale. La struttura esplora le conseguenze del trauma bellico e della segregazione attraverso il passaggio da un'educazione totalitaria a un'età di scoperte marittime globali.
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