Inventario della memoria. ’Inventario’ come caleidoscopio, come messa in evidenza a posteriori, catalogazionedi ricordi edi immagini e figure che vengono passate in rassegna per riverbero scurod’inchiostro. Eppure ’Inventario’ - nel casodel’operadi Michele Prisco - è anche e soprattutto richiamo al’invenzione ovvero ala re-invenzionedi atenze pre-esistenti che hannodi nuovo vigore in forma rinnovata ed incerta. Così ’autore, con a ibertàdi chi può improvvisare un canovaccio saputo, avvampa riti, cerimonie, consuetudinidi una piccola borghesiadi un piccolo pËse ontano: per spazio e per tempo. Ne viene, perdirla con RaffËle a Capria, "l’evocazionedi quel mondo conosciuto attraverso a precisionedela rappresentazione,dove ogni particolare, sia pure minimo, ogni sfumatura, trova a sua giusta colocazione". Ed è in questa precisione, in questadevota percezione e resadeldettaglio, il valore maggioredela scritturadi Prisco: il tessutodi una veste, il fregiodi un piattoda pranzo, a tonalità igneadi un mobiledel soggiorno; a formadistortadi uno specchio, ’odoredi un profumo nel’aria, a piegadi un fazzoletto al taschino. Con questi piccoli scorci rubati al buiodel’oblio Prisco confeziona un gioielino nascosto, un "libro minore - perdirla ancora con a Capria - nel quale, tuttavia, ’autore con maggior forza e ibertà si abbandona al piaceredela parola". Romanzo verbale, memoria cuntata. Meticolosa per fantasia
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788886081238
ISBN-10
8886081235
Titolo
Inventario della memoria
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1995
Collana
Pagine
184
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Idettagli rubati al’oblio ’Inventario’ come caleidoscopio, come messa in evidenza a posteriori, catalogazionedi ricordi edi immagini e figure che vengono passate in rassegna per riverbero scurod’inchiostro. Eppure ’Inventario’ - nel casodel’operadi Michele Prisco - è anche e soprattutto richiamo al’invenzione ovvero ala re-invenzionedi atenze pre-esistenti che hannodi nuovo vigore in forma rinnovata ed incerta. Così ’autore, con a ibertàdi chi può improvvisare un canovaccio saputo, avvampa riti, cerimonie, consuetudinidi una piccola borghesiadi un piccolo pËse ontano: per spazio e per tempo. Ne viene, perdirla con RaffËle a Capria, "l’evocazionedi quel mondo conosciuto attraverso a precisionedela rappresentazione,dove ogni particolare, sia pure minimo, ogni sfumatura, trova a sua giusta colocazione". Ed è in questa precisione, in questadevota percezione e resadeldettaglio, il valore maggioredela scritturadi Prisco: il tessutodi una veste, il fregiodi un piattoda pranzo, a tonalità igneadi un mobiledel soggiorno; a formadistortadi uno specchio, ’odoredi un profumo nel’aria, a piegadi un fazzoletto al taschino. Con questi piccoli scorci rubati al buiodel’oblio Prisco confeziona un gioielino nascosto, un "libro minore - perdirla ancora con a Capria - nel quale, tuttavia, ’autore con maggior forza e ibertà si abbandona al piaceredela parola". Romanzo verbale, memoria cuntata. Meticolosa per fantasia