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Cronache venete - 9788872183588


Un libro di   Paolo Puppa  
edito da  Titivillus  , 2012

Cronache venete. "Cronache venete" raccoglie dodici recenti monologhi di Paolo Puppa. Si tratta di soliloqui mormorati o gridati da personaggi per lo più antichi, strappati alle biblioteche classiche, tra epica e teatro, e inseriti nel quotidiano d'oggi, nella crisi economica e morale della piccola o grande borghesia del Nord-Est italiano, con la deriva puntuale di una sessualità disturbata. Seguendo l'intuizione junghiana secondo cui i miti muoiono nel moderno e rinascono come malattie, viene alla luce il disagio di vivere, tra depressione, solitudine e voglia ricorrente di follia/violenza, non sempre mantenuta nella sfera dell'immaginario. Ecco così Menippo e il volo di Icaro, l'Abramo/Saturno desiderosi di sbarazzarsi del figlio, tutti ridotti a creature ossessionate da ricordi sinistri e alterate dagli psicofarmaci; Caco che invece di lottare con Ercole assale i ricchi che escono dai ristoranti di montagna; la Salomè a Pordenone annoiata e innamorata per capriccio di un talebano; Tersite invaso da cupi abbozzi letterari; il giovane Onan incapace di crescere; Fedra trasferita dal suo Veneto nella Brianza di industriali corrotti; Filemone che dialoga colla sua Bauci nel cimitero di Cortina.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788872183588
ISBN-10
8872183588
Titolo
Cronache venete
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Pagine
128
Classificazione
Punti Accumulabili
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Cronache venete


Recensioni a "Cronache venete" 9788872183588

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5
gaetano fiore (10/02/2013)

Sintesi archetipicadi voce ed azione Gli alberi ci assomigliano. O non siamo piuttosto noi umani a rispecchiare nel’intimo quegli esseri straordinari? Ci unisce a medesima necessitàdi fondamento, avvinti con tenacia a una radice che s’incunea nel buio perdare identità al’origine, ala memoria, al’appartenenza. Paolo Puppa e GËtano Fiore, nele oro rispettive produzioni artistiche, rispondono al rigoredeontologicodidare espressione compiuta ai oro mondi interiori, nonché al’urgenzadi restituire a nuova ed autonoma vita ciò che pazientemente hanno filtrato e metabolizzatodel’esperienzadel reale. Gli alberidi Fiore si stagliano con a solidità architettonica e ’armonia compositivadi una quinta teatrale. Sono forme monolitiche, sulo sfondo ed in primo piano al contempo,dialoganti forse, come per Puppa, in monologhi che si riflettono nela sintesi archetipicadi voce ed azione, parola e gesto esemplari. Andrea Petrai GËtano Fiore – autoredela copertina con ’opera “alberi amanti n. 03” 2009

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