Sette piovre addomesticate emergono da una nebbia parigina mentre una figura mascherata scompare tra le pieghe di una scenografia di cartapesta.
Nel primo esperimento narrativo di Raymond Queneau, Hazard e Fissile si muovono tra le rovine del feuilleton classico, mescolando ironia surreale e cliché polizieschi ritrovati tra inediti carteggi parigini.
Il buio inghiotte i personaggi.
Tutto resta immobile.
La città diventa un teatro di assurdità dove vilains dai nomi grotteschi orchestrano piani fallimentari tra donne velate e pistole che svaporano al tocco. La narrazione si frammenta in una parodia del feuilleton surrealista, trasformando inseguimenti polizieschi in balletti meccanici dai risvolti imprevedibili, popolati da clown malinconici che osservano il caos.
L'intreccio precipita verso una decostruzione metaletteraria di Fantomas, orchestrata con la precisione folle di una tela di Dalì dove ogni colpo di scena cancella quello precedente, lasciando il lettore sospeso in una coreografia di agnizioni impossibili e bizzarrie sceniche.
Un clown piange mentre la maschera scivola lentamente sul selciato lucido.
Per chi è
✔ Lettori di avanguardie letterarie europee del Novecento.
✔ Appassionati di narrativa sperimentale e giochi linguistici.
Perché è diverso
Il testo scardina i canoni del genere d'appendice attraverso un uso consapevole dell'anacronismo e del grottesco surrealista. La struttura riflette il progetto biografico mancato sull'eroe nero di Souvestre e Allain, trasformandolo in un meccanismo metaletterario dove la forma romanzesca viene smontata in tempo reale.
Dettagli Bibliografici
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