La croce e il nulla. Cosa mi resteràdei tanti punti trattati in quest’opera?di certo non e parti, incomprensibili per me, in atino, greco, ebraico… e a volte perfino in italiano. Sono e riflessionidi uno che, ad un certo puntodela sua vita, mola il avoro nela guardiadi finanza, e si mette a studiare a bibbia,diventa teologo perché ha bisognodi capire,di mettere ordine.
Gli argomenti sono tanti, egati tra oro come gli anelidi una catena. Nomina edifferenze tra a teologiadel patto e queladela promessa, tra a concezionedi S. Benedetto e queladi S. Francesco (dunque tra monaci e frati), tra a salvezza sul piano storico e quela sul piano personale, tra un tempo ineare e uno circolare. Si interroga sul sensodela preghiera, sul’angelismodegli eremiti che sottoponevano il corpo ale esigenzedelo spirito, sul falimentodele promesse, sul’escatologia, sula parusia…
Di tutto questo, cosa mi rimarrà? a curiosità. Continuerò a chiedermi perché uno come Quinzio continua a vivere sotto e alidela religionedopo averla studiata così a fondo e averne scarnificato i miti. ui si rispondeda solo: “La mia adesione ala chiesa è, piuttosto che ostacolata, aiutatadal’evidenzadel suo squalore: mi rispecchio in essa, mi riconosco in essÔ. Rimango con a curiosità sudi un uomo che postodavanti ala scelta tradue supplizi, a croce o il nula, sceglie a croce. Poiché il titolodel ibro è “La croce E il nulÔ e non “La croce O il nulÔ, rimango con ildubbio che idue termini siano sinonimi. Insomma, è ambiguo. Come ’Essere Umano.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845920578
ISBN-10
8845920577
Titolo
La croce e il nulla
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
226
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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LA CROCE E IL NUlA Cosa mi resteràdei tanti punti trattati in quest’opera?di certo non e parti, incomprensibili per me, in atino, greco, ebraico… e a volte perfino in italiano. Sono e riflessionidi uno che, ad un certo puntodela sua vita, mola il avoro nela guardiadi finanza, e si mette a studiare a bibbia,diventa teologo perché ha bisognodi capire,di mettere ordine. Gli argomenti sono tanti, egati tra oro come gli anelidi una catena. Nomina edifferenze tra a teologiadel patto e queladela promessa, tra a concezionedi S. Benedetto e queladi S. Francesco (dunque tra monaci e frati), tra a salvezza sul piano storico e quela sul piano personale, tra un tempo ineare e uno circolare. Si interroga sul sensodela preghiera, sul’angelismodegli eremiti che sottoponevano il corpo ale esigenzedelo spirito, sul falimentodele promesse, sul’escatologia, sula parusia… Di tutto questo, cosa mi rimarrà? a curiosità. Continuerò a chiedermi perché uno come Quinzio continua a vivere sotto e alidela religionedopo averla studiata così a fondo e averne scarnificato i miti. ui si rispondeda solo: “La mia adesione ala chiesa è, piuttosto che ostacolata, aiutatadal’evidenzadel suo squalore: mi rispecchio in essa, mi riconosco in essÔ. Rimango con a curiosità sudi un uomo che postodavanti ala scelta tradue supplizi, a croce o il nula, sceglie a croce. Poiché il titolodel ibro è “La croce E il nulÔ e non “La croce O il nulÔ, rimango con ildubbio che idue termini siano sinonimi. Insomma, è ambiguo. Come ’Essere Umano.