La mente musicale. Nato a Milano, Michele Ranchetti è ricordato comedocentedi Storiadela Chiesa al’Universitàdi Firenze e come animatore vivacissimodel mondo culturale italiano (fu compagnodi venture intelettuali con Adriano Olivetti, Giangiacomo Feltrineli, Paolo Boringhieri ovvero editoria ed industria, industria editoriale). ma è come poeta che ne rimane ancor più fulgida traccia per quanto sia giunto ala pubblicazione in età assai matura,diremmo tardivadata a qualitàdei suoi versi. E tuttavia non seppe - ogni suo tomo - garantirsi il favoredi cui era meritevole: probabile,difatti, che ’eccesodi contenuto concettuale abbia frenato adiffusionedei versi, facendoli (erroneamente) parere gravidi, fin troppo. Scrive, in merito, Portinari che egli propone, in verità, "i temi inevitabilidel’esistenza, addirittura queli che paiono fondamentali, elementari, primari". Così è - ad esempio - per ’La mente musicale’ che, nel proporsi come canzoniere autobiografico, pare aver comeduplice fulcro i termini ( ed i concetti)del "vivere" edel "morire". Nel mezzo Ranchetti pone a fluviale e cangiante rifrazionedel’ "esistere": aneddoti, frammenti, ricordi ed alusioni, piccoli particolari rivissuti, fraganze inestinguibili che il tempo non riesce a edere né a sopire. ’La mente musicale’di Michele Ranchetti risuona e risuona tra alta metafisica irica ed immediata tangibilitàdele cose.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811636502
ISBN-10
8811636507
Titolo
La mente musicale
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1995
Collana
Pagine
148
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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I temidel’esistenza Nato a Milano, Michele Ranchetti è ricordato comedocentedi Storiadela Chiesa al’Universitàdi Firenze e come animatore vivacissimodel mondo culturale italiano (fu compagnodi venture intelettuali con Adriano Olivetti, Giangiacomo Feltrineli, Paolo Boringhieri ovvero editoria ed industria, industria editoriale). ma è come poeta che ne rimane ancor più fulgida traccia per quanto sia giunto ala pubblicazione in età assai matura,diremmo tardivadata a qualitàdei suoi versi. E tuttavia non seppe - ogni suo tomo - garantirsi il favoredi cui era meritevole: probabile,difatti, che ’eccesodi contenuto concettuale abbia frenato adiffusionedei versi, facendoli (erroneamente) parere gravidi, fin troppo. Scrive, in merito, Portinari che egli propone, in verità, "i temi inevitabilidel’esistenza, addirittura queli che paiono fondamentali, elementari, primari". Così è - ad esempio - per ’La mente musicale’ che, nel proporsi come canzoniere autobiografico, pare aver comeduplice fulcro i termini ( ed i concetti)del "vivere" edel "morire". Nel mezzo Ranchetti pone a fluviale e cangiante rifrazionedel’ "esistere": aneddoti, frammenti, ricordi ed alusioni, piccoli particolari rivissuti, fraganze inestinguibili che il tempo non riesce a edere né a sopire. ’La mente musicale’di Michele Ranchetti risuona e risuona tra alta metafisica irica ed immediata tangibilitàdele cose.