La morale come pazzia. "Per quale ragione si compie allora l'azione morale? Perché Giordano Bruno ha
salito il rogo? Forse per la semplice pazzia di non voler ritrattare la
propria fede?". In questo libro, pubblicato postumo nel 1942 a cura
dell'allievo Alessandro Fersen, Giuseppe Rensi affronta il problema del
fondamento razionale dell'etica. Ribadendo l'impossibilità di una dottrina
morale universale che sappia guidare la vita in tutti i suoi aspetti, privati
e politici, il filosofo conduce una critica serrata delle teorie utilitariste
- a cominciare dai padri Jeremy Bentham e John Stuart Mill - e accetta i
rischi di una riflessione che si gioca ormai sul confine del nichilismo. Preso
atto del fallimento di qualunque giustificazione razionale, l'unica
motivazione che possiamo accordare all'agire morale è l'assenza di ragione, la
pazzia, magari portandoci a postulare l'esistenza di un demone - il daimon
socratico - che ci spinge a operare il bene, anche contro la nostra
convenienza e la nostra incolumità. Una morale, dunque, al di là del principio
di piacere, anormale, essenzialmente spiritualistica, fondata sulla
convinzione che non esistono autorità indiscutibili e inattaccabili che
possano essere chiamate a garanzia delle nostre scelte. Prefazione di Nicola
Emery.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788868260712
ISBN-10
8868260719
Titolo
La morale come pazzia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2013
Collana
Pagine
140
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
€ 18.50