Studi sui «Fedeli d'Amore». Con gli Studi sui "Fedeli d'Amore" qui riuniti in un solo volume, Alfonso
Ricolfi si inserisce nel solco esegetico tracciato da Giovanni Pascoli prima e
Luigi Valli poi. L'analisi dantesca del Ricolfi, però, si discosta da
quelle dei suoi predecessori poichè a questo studioso pare estremistica la
tesi secondo la quale le donne cantate dai poeti del Dolce Stil Novo non
sarebbero reali, ma allegorie della Sapienza, e il gergo amoroso da loro
utilizzato corrisponderebbe esclusivamente al gergo della setta dei Fedeli
d'Amore. Ricolfi sostiene che una cosa non esclude l'altra, e che donne
reali sono davvero esistite, così come i termini gergali che ricorrono nei
versi sono veramente inerenti a un discorso amoroso. Nella prima parte degli
Studi l'autore risale "alla sorgente tra i castelli feudali di Francia", là
dove non giunse neppure la perlustrazione del Valli, documentando la
natura delle corti d'Amore provenzali, per poi illustrare sotto una nuova
luce due figure allegoriche dei Documenti d'Amore di Francesco da Barberino
e segnalando alcuni echi e certi riflessi della letteratura franco-provenzale
sui "fedeli" d'Italia La seconda parte, invece è una serie di analisi a
tutto campo sul linguaggio della lirica duecentesca, sui simboli, le
allegorie, le metafore che costituiscono il tessuto di questo nostro
patrimonio letterario.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788874351251
ISBN-10
8874351259
Titolo
Studi sui «Fedeli d'Amore»
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Pagine
419
Tematica
Argomenti
Punti Accumulabili