Un fucile paterno scivola tra le mani gelate di Jole mentre la neve copre le tracce lasciate sulla neve dai cavalli in fuga.
Nel 1898, tra le alture di Asiago e la Val Brenta, una giovane donna insegue i responsabili del saccheggio di famiglia. Un percorso solitario in un territorio svuotato dall'emigrazione, sospeso tra il dovere di proteggere i fratelli e la ricerca di giustizia.
I pendii scoscesi di Nevada nascondono i resti di un contrabbando dimenticato, dove il bottino di Augusto attira lo sguardo di spietati predoni. Jole osserva la casa spogliata dei lingotti guadagnati con l'Austria-Ungheria, mentre Sergio trema sotto l'occhio della guaritrice.
Tutto è cambiato.
In sella a Sansone, la ragazza si immerge in un inseguimento tra i monti innevati, sfidando l'orografia ostile delle valli venete con la sola compagnia del vento. La tensione si concentra nel corpo a corpo silenzioso contro chi ha distrutto la sua stabilità. Ogni passo sulla neve fresca segna la distanza crescente dai propri affetti, spingendo la protagonista oltre i confini noti della sua valle natale in una caccia al tesoro tra le rocce. Il legame ancestrale con la terra si trasforma nell'unico appiglio per sopravvivere a un viaggio che non ammette soste, dove il rigore del clima invernale diventa specchio implacabile di una metamorfosi interiore irreversibile, trasformando l'istinto di difesa in una ferocia lucida e calcolata lungo l'aspro crinale che domina la frontiera.
Il crepuscolo si posa sulla sella di Sansone, rivelando una scia di sangue che scompare sotto la coltre bianca.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica di fine Ottocento.
✔ Appassionati di ambientazioni montane e saghe rurali.
Perché è diverso
La narrazione fonde la durezza della vita contadina sull'altopiano con una struttura da inseguimento asciutta e priva di orpelli retorici. L'autore costruisce un'epopea territoriale dove il paesaggio montano non è semplice sfondo, ma un elemento attivo che detta i ritmi e le possibilità d'azione dei personaggi.
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