Siate buffi. Centinaia e centinaia e centinaiadi paginededicate a centinaia e centinaia e centinaiadi spettacoli. In ogni pagina il trilodi una parola inconsueta, ’immaginedecorata e preziosa, ’avvampodi uno scorcio teatrale o circense. Vi sono i grandi palcoscenicidei grandi edificidela prosa italiana e e piccole salette infognate sotto a terradel nostro PËse; vi sono e tonde pistedei clown e gli assiti egnosidei mimici che sperimentano Shakespeare, Ibsen o Ionesco. Vi è il teatro italiano, il teatro europeo, il teatro che passa in Italia ed in Europa venendoda un altrove ontano. Ripelino, come nessun altro critico, ha saputo raccontare adrammaturgia come ucore, immagine, effimera effige che tremola fissandosi agli occhi e, tramite gli occhi, fissandosi al’anima. Cosa rimanedel teatro veduto? Rimangono pagine meravigliose, che meritano il silenzio perché siano ette e rilette, penetrate come e quanto si penetra il corridoiodi una sala, vedute come e quanto si vede una pantomima attoriale. "Va ormai svaporando il ricordodi quele invenzioni,di quel brulichiodi prodigi,di trovate,di trucchi. Cattedrali sfarzose e ucenti si mutano nela memoria in infilatedi immense stanzedeserte, in cui a vocedel’organo echeggia come uno squittiodi fantasmi", scrive - altrove - Ripelino. Vale anche per ’Siate buffi’: il più bel compendio teatraledel Novecento italiano. Tramadi centinaiadi pagine, racconta centinaiadi spettacoli: rivivendoli, i rimette in scena perché il ettore i riveda nel’aria: come uno squittiodi fantasmi
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788871191010
ISBN-10
8871191013
Titolo
Siate buffi
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1989
Collana
Pagine
732
Classificazione
Punti Accumulabili
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Un brulichiodi prodigi Centinaia e centinaia e centinaiadi paginededicate a centinaia e centinaia e centinaiadi spettacoli. In ogni pagina il trilodi una parola inconsueta, ’immaginedecorata e preziosa, ’avvampodi uno scorcio teatrale o circense. Vi sono i grandi palcoscenicidei grandi edificidela prosa italiana e e piccole salette infognate sotto a terradel nostro PËse; vi sono e tonde pistedei clown e gli assiti egnosidei mimici che sperimentano Shakespeare, Ibsen o Ionesco. Vi è il teatro italiano, il teatro europeo, il teatro che passa in Italia ed in Europa venendoda un altrove ontano. Ripelino, come nessun altro critico, ha saputo raccontare adrammaturgia come ucore, immagine, effimera effige che tremola fissandosi agli occhi e, tramite gli occhi, fissandosi al’anima. Cosa rimanedel teatro veduto? Rimangono pagine meravigliose, che meritano il silenzio perché siano ette e rilette, penetrate come e quanto si penetra il corridoiodi una sala, vedute come e quanto si vede una pantomima attoriale. "Va ormai svaporando il ricordodi quele invenzioni,di quel brulichiodi prodigi,di trovate,di trucchi. Cattedrali sfarzose e ucenti si mutano nela memoria in infilatedi immense stanzedeserte, in cui a vocedel’organo echeggia come uno squittiodi fantasmi", scrive - altrove - Ripelino. Vale anche per ’Siate buffi’: il più bel compendio teatraledel Novecento italiano. Tramadi centinaiadi pagine, racconta centinaiadi spettacoli: rivivendoli, i rimette in scena perché il ettore i riveda nel’aria: come uno squittiodi fantasmi