Il sonar del Polar Sentinel registra un battito meccanico regolare proveniente dal sottosuolo ghiacciato della Groenlandia.
L'ufficiale Tucker Wayne e un team scientifico intercettano un segnale radio anomalo emanato dalla Stazione Grendel, struttura sovietica occultata sotto i ghiacci perenni dai tempi del conflitto mondiale.
La cricca metallica del portellone sigillato rivela corridoi deserti dove la luce dei proiettori danza su vetri infranti e campioni biologici mai classificati. Il silenzio regna sovrano. Gli scienziati russi di un tempo avevano orchestrato qui esperimenti basati su biotecnologie proibite della Guerra Fredda, lasciando in eredità protocolli che oggi iniziano a riattivarsi autonomamente tra i condotti di aerazione. Ogni passo nel permafrost risuona come un richiamo per gli abitanti della base, entità ibride nate dal fallimento di ricerche genetiche mai documentate ufficialmente. La squadra deve confrontarsi con il risultato di una mutazione artificiale del DNA artico che infesta i laboratori abbandonati, trasformando ogni corridoio di acciaio in una trappola claustrofobica dove l'ossigeno diventa una risorsa contesa contro presenze prive di fattezze umane.
Una scia di sangue caldo macchia il bianco immacolato del pack mentre l'oscurità della base inghiotte l'ultimo segnale di soccorso.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa di avventura polare.
✔ Appassionati di cospirazioni scientifiche del Novecento.
Perché è diverso
La narrazione esplora il legame tra la storia bellica russa e l'orrore fantascientifico in un ambiente ostile e confinato. La struttura si concentra sulla decodifica dei resti di un passato sperimentale che riemerge dal ghiaccio con conseguenze fisiche immediate per i protagonisti.
Dettagli Bibliografici
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