Stupidity. C'è qualcosa di elusivo, nella stupidità - o nell'ottusità, o nella
balordaggine, o comunque la si voglia chiamare. Essa si sottrae ad ogni nostra
analisi cognitiva, mutandosi in una sorta di inquietante "doppio" dell'abilità
- o dell'intelligenza. Pensatori della statura di Karl Marx, Friedrich
Nietzsche, Gilles Deleuze hanno, fra i tanti, dedicato analisi
particolareggiate a ciò che la stupidità può implicare a livello politico e
sociale. Compulsiva, benché riottosa, la stupidità è il fattore critico che
causa il collasso delle nostre certezze in termini politici, etici,
psicoanalitici. L'enigma cui ci pone dinanzi l'oggetto specifico di tale
riflessione coinvolge problemi e realtà quali l'identità nazionale, il
masochismo e le politiche sessuali, così come pure la possibilità di
articolare poeticamente il balbettio nel quale il fenomeno ha la sua genesi.
Da Dostoevskij a Friedrich Schlegel, a Musil, a Wordsworth, "Stupidity" indaga
i temi dell'ignoranza, dell'imbecillità, dei limiti della ragione, giungendo
nel contempo a esaminare la prassi pervasiva dell'accanimento teoretico in
connessione con analoghe forme di aggressività paranoide. Infine, all'interno
di una sezione specificamente dedicata alle infermità croniche debilitanti, la
trattazione viene sviluppata sino a giungere alle soglie di una vera e propria
ermeneutica del corpo, "ai limiti di quanto il corpo è in grado di sapere e di
esprimere".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788802079288
ISBN-10
8802079285
Titolo
Stupidity
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Varia
Pagine
L-461
Genere
Classificazione
Argomenti
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