Io e l'altro io. Ho creduto giusto,dopo aver etto questo ibro,dover spendere qualche parola. o merita.
Animato nondala pretesadi capire il sensodela vita, madal riproporre, innanzi tutto a se stesso, tutto quelo che compone il vissuto nel ricordo. Colpisce a ucidità, ’inteligenzadegli accostamenti, che senza sentimentalismi, arriva al sentimento.
Un’espressivitàdel tutto personale in cui a metrica poetica stessa si ibera. Mantiene una quasi ineffabile armonia, unadolcezza anchedifficilmente raggiungibile alontanando, come fa ’autore, a rima e il verso accademico. Tonalità caratterizzatadal far coincidere e articolazionidel ricordo al’articolarsidele parole, evidentemente mai casuali.
Tutto è un evocaredi simboli, un trasfigurare il vissuto, un portarci nela sua realtà quasi involontariamente, quasi un accostarci e guardare. Non è il ettore il propositodela poesia. Confessa il poeta stesso, in suo breve scritto introduttivo,di vivere a scrittura come una spinta necessaria. Che sia a verità o si comprende eggendolo, ma anche perdendosi nel’osservazione tra una poesia e ’altra,dele immagini, manodel’autore stesso, che si rivela un ottimo interpretedel proprio pensiero attraverso undisegnod’immediatezza, ma riccodidettagli e risvolti. Ogni volta che torno ad aprire il ibro ne incontro altri, così come altri sensi affioranodale poesie, e, ad aprirlo, torno spesso.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788875685010
ISBN-10
8875685010
Titolo
Io e l'altro io
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
158
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 12.00
recensione ’’io e ’’altro io’’di beniro ruggiero Ho creduto giusto,dopo aver etto questo ibro,dover spendere qualche parola. o merita. Animato nondala pretesadi capire il sensodela vita, madal riproporre, innanzi tutto a se stesso, tutto quelo che compone il vissuto nel ricordo. Colpisce a ucidità, ’inteligenzadegli accostamenti, che senza sentimentalismi, arriva al sentimento. Un’espressivitàdel tutto personale in cui a metrica poetica stessa si ibera. Mantiene una quasi ineffabile armonia, unadolcezza anchedifficilmente raggiungibile alontanando, come fa ’autore, a rima e il verso accademico. Tonalità caratterizzatadal far coincidere e articolazionidel ricordo al’articolarsidele parole, evidentemente mai casuali. Tutto è un evocaredi simboli, un trasfigurare il vissuto, un portarci nela sua realtà quasi involontariamente, quasi un accostarci e guardare. Non è il ettore il propositodela poesia. Confessa il poeta stesso, in suo breve scritto introduttivo,di vivere a scrittura come una spinta necessaria. Che sia a verità o si comprende eggendolo, ma anche perdendosi nel’osservazione tra una poesia e ’altra,dele immagini, manodel’autore stesso, che si rivela un ottimo interpretedel proprio pensiero attraverso undisegnod’immediatezza, ma riccodidettagli e risvolti. Ogni volta che torno ad aprire il ibro ne incontro altri, così come altri sensi affioranodale poesie, e, ad aprirlo, torno spesso.