Il vapore dei tombini di Manhattan avvolge i cappotti di lana pesante mentre gli scommettitori si scambiano cenni d'intesa sotto le luci al neon dei locali notturni.
Damon Runyon mappa la fauna urbana della Broadway proibizionista, intrecciando le vicende di scommettitori incalliti e figure femminili audaci in un microcosmo di malavita organizzata.
Le strade si stringono attorno ai tavoli verdi dove si decidono le sorti di una corsa di cavalli a Saratoga, trasformando il marciapiede in un palcoscenico per gangster in cerca di fortuna. Ogni scommessa accumula debiti che richiedono soluzioni drastiche tra le pieghe dei vicoli bui e le sale da gioco clandestine protette dal silenzio dei comprimari.
Tutto ha un prezzo.
La lingua tagliente di questi uomini risuona tra le tavole di legno di una Broadway dei giocatori d'azzardo dove la lealtà viene pesata in dollari e promesse mai mantenute a lungo. Le donne camminano tra le ombre dei vicoli, gestendo equilibri fragili in un mondo che scambia sogni per gettoni di metallo, finché il richiamo del richiamo dei tribunali non spezza la routine dei tavoli da poker. La posta in palio si riduce al prossimo colpo di fortuna tra il fumo denso di sigari economici e la costante tensione di chi sa che ogni mossa potrebbe essere l'ultima concessa prima di un inevitabile confronto finale con la sorte.
Un cappello calato sugli occhi copre lo sguardo di chi ha appena perso l'ultima mano della serata.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa americana anni Trenta.
✔ Appassionati di cronache del proibizionismo.
Perché è diverso
L'opera si distingue per un uso peculiare dello slang che trasforma la malavita newyorkese in una commedia agrodolce priva di giudizio morale. La struttura narrativa fonde la precisione documentaristica del cronista con lo stile graffiante tipico della prima narrativa noir.
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