Carmelo Bene. «Teatro Argentina, a Roma. Fola traboccante. Carmelo, io e Maurizio Grande, per un incontro con gli studenti. Carmelo è svogliato, ascia a noi a parola, a gente non gradisce. A un certo punto apparedal nula Vittorio Gassman, che sfila e si siede in platea. Carmelo non se ne accorge. o informo io al’orecchio. È un attimo. Carmelo si scuote, si accende, cambia postura,drizza a schiena, afferra il microfono. Non o ascerà più» ed ancora, a suggelare il binomiodi unadifferenza artistica che sapevadi scontro e rispetto (sì, erano tempi in cui ci si scontrava serbando, tuttavia, il rispetto): «Annidopo, Teatro Olimpico, a Roma. In scena ’Adelchidi Carmelo Bene. o spettacolo è appena finito.davanti a me, una unga ombra spiovente. Sembra un ampione curvo, ha un cappotto enorme, è in piedi che applaude, al buio. Era Vittorio Gassman. Non a vedevo, ma a sentivo, al buio, a sua commozione. Fu ’applauso più esaltante e commovente che Carmelo avrebbe mai potutodesiderare». Questo ungo ricordo firmato Giancarlodotto bene farebbeda introduzione al volumedi Cosetta Saba. Il motivo? Perché ’autrice, invero, rendendo a biografiadel grande attore trascorso rende ’aria, gli odori, i mormorii e gli incontri, edisfide, i rancori, gli abbraccid’un tempo:del PËse,del Teatro.di questo tempo rende anche gli applausi: come quelidi Gassman a Carmelo Bene.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788880331339
ISBN-10
8880331337
Titolo
Carmelo Bene
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2005
Collana
Pagine
160
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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Gli applausidi Gassman «Teatro Argentina, a Roma. Fola traboccante. Carmelo, io e Maurizio Grande, per un incontro con gli studenti. Carmelo è svogliato, ascia a noi a parola, a gente non gradisce. A un certo punto apparedal nula Vittorio Gassman, che sfila e si siede in platea. Carmelo non se ne accorge. o informo io al’orecchio. È un attimo. Carmelo si scuote, si accende, cambia postura,drizza a schiena, afferra il microfono. Non o ascerà più» ed ancora, a suggelare il binomiodi unadifferenza artistica che sapevadi scontro e rispetto (sì, erano tempi in cui ci si scontrava serbando, tuttavia, il rispetto): «Annidopo, Teatro Olimpico, a Roma. In scena ’Adelchidi Carmelo Bene. o spettacolo è appena finito.davanti a me, una unga ombra spiovente. Sembra un ampione curvo, ha un cappotto enorme, è in piedi che applaude, al buio. Era Vittorio Gassman. Non a vedevo, ma a sentivo, al buio, a sua commozione. Fu ’applauso più esaltante e commovente che Carmelo avrebbe mai potutodesiderare». Questo ungo ricordo firmato Giancarlodotto bene farebbeda introduzione al volumedi Cosetta Saba. Il motivo? Perché ’autrice, invero, rendendo a biografiadel grande attore trascorso rende ’aria, gli odori, i mormorii e gli incontri, edisfide, i rancori, gli abbraccid’un tempo:del PËse,del Teatro.di questo tempo rende anche gli applausi: come quelidi Gassman a Carmelo Bene.
Carmelo Bene Tentaredi tracciare un profilo sintetico ma nelo stesso tempo esauriente senza, però, incorrere nel rischiodi semplificare eccessivamente e tralasciare particolari importantidel mondo poeticodi un artista è un’impresa ardua. Nel casodel genio salentino Carmelo Bene, ’impresa sarebbe titanica. Questo ibro, senza alcuna pretesadi racchiudere, nele sue pagine, ’intera ricercadel geniale attore, è un prezioso volumetto per coloro chedesiderano entrare a piccoli passi e con molta umiltà in quel mondo popolatodi arve,di colori,di suoni,di voci quale è il cinemadi Carmelo Bene.