La scure del carnefice disegna un arco perfetto contro il cielo plumbeo di Pechino, mentre il sangue del condannato precedente macchia ancora le lastre del patibolo.
Due russi fuggiti da Odessa si ritrovano prigionieri in Cina, salvati da un misterioso aerotreno meccanico che irrompe nella capitale durante l'esecuzione capitale, proiettandoli verso un destino ignoto.
Il commerciante di tè e il suo compagno cosacco fissano il vuoto, increduli, mentre la struttura metallica del velivolo squarcia le nuvole sopra la città imperiale, allontanandoli per sempre dalle sbarre di legno della loro prigione.
Il metallo stride.
L'enigmatico comandante dell'aerotreno volante non offre spiegazioni, gestendo i comandi di una macchina prodigiosa che sembra sfidare ogni legge fisica conosciuta dai sudditi dello zar nel 1904.
Inseguito dalla giustizia imperiale cinese lungo le rotte aeree della Cina antica, l'equipaggio clandestino osserva le cime innevate scivolare sotto i loro piedi, in un esilio che trasforma il loro volo di salvezza in un’odissea tecnologica senza precedenti.
Il rombo del motore inghiotte le grida degli inseguitori rimasti ormai piccoli come formiche sulla polvere del cortile.
Per chi è
✔ Lettori di proto-fantascienza del primo Novecento.
✔ Appassionati di avventure classiche di ambientazione asiatica.
Perché è diverso
Il testo fonde l'estetica coloniale russa con un immaginario pionieristico legato ai primi mezzi meccanici volanti. La narrazione si distacca dal genere d'avventura convenzionale grazie all'integrazione di una tecnologia anacronistica che riscrive le dinamiche di fuga del protagonista.
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