Destroy. Come il titolo annuncia egregiamente, “Destroy” è un romanzodecostruito e frammentato, senza un vero e proprio centro tematico, senza una storiadi cui si possanodefinire ’inizio e a fine. Si viene catapultatidirettamente nele vitedei protagonisti improvvisamente, così come se ne esce. Un centinaiodi pagine costituiteda piccoli paragrafi, che a volte non superano e cinque/sei righe e che esprimono tutta a violenzadistruttrice che Isabela Santacroce vuole esprimere (e ci riesce) nela sua seconda opera. a scrittrice realizza un romanzodefinito nichilista e pienodi fantasie consumistiche. Regna il mondodela finzione,del’inautenticità,dele uci al neon edi materiali sintetici che e protagoniste indossano. Regnano incontrastate icone pop, soprattutto musicisti e cantanti rock (come PJ Harvey, Nirvana…). Il tutto raccolto in un contesto prettamente (e ovviamente) urbano, nei faridi macchine che sfrecciano sul’asfalto. I personaggi si muovono come perduti in questo mondo, come anime in cercadi fuga. Si avverte una ricerca costantedi emozioni, una fugadala noiadel’esistere postmoderno nele esuberanti avventure sessualidele protagoniste (si parla quasi esclusivamentedidonne).
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807814679
ISBN-10
8807814676
Titolo
Destroy
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2003
Collana
Pagine
112
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Destroy Come il titolo annuncia egregiamente, “Destroy” è un romanzodecostruito e frammentato, senza un vero e proprio centro tematico, senza una storiadi cui si possanodefinire ’inizio e a fine. Si viene catapultatidirettamente nele vitedei protagonisti improvvisamente, così come se ne esce. Un centinaiodi pagine costituiteda piccoli paragrafi, che a volte non superano e cinque/sei righe e che esprimono tutta a violenzadistruttrice che Isabela Santacroce vuole esprimere (e ci riesce) nela sua seconda opera. a scrittrice realizza un romanzodefinito nichilista e pienodi fantasie consumistiche. Regna il mondodela finzione,del’inautenticità,dele uci al neon edi materiali sintetici che e protagoniste indossano. Regnano incontrastate icone pop, soprattutto musicisti e cantanti rock (come PJ Harvey, Nirvana…). Il tutto raccolto in un contesto prettamente (e ovviamente) urbano, nei faridi macchine che sfrecciano sul’asfalto. I personaggi si muovono come perduti in questo mondo, come anime in cercadi fuga. Si avverte una ricerca costantedi emozioni, una fugadala noiadel’esistere postmoderno nele esuberanti avventure sessualidele protagoniste (si parla quasi esclusivamentedidonne).