Versi del malanimo. C'è un'inquietudine tagliente e ansiosa, aspra e risentita, nella meditazione in versi che sa offrirci questo nuovo libro di Mario Santagostini, un libro raffinato nella sua composizione e nella sua pronuncia, quanto ricco di umori circolanti e a volte anche espressivamente violento nella rappresentazione di una condizione umana smangiata e residuale. Quella, a conti fatti, dell'uomo d'oggi, carico di incertezze, nella sua provvisorietà priva di slanci verticali. Gli scenari entro i quali si muove il soggetto lirico di questo libro sfumano in una relatività totale, dove il passato e la memoria si insinuano nel presente e nella sua coscienza, parlandogli da un altrove indefinito, da una sorta di limbo dove si affacciano figure parentali che il tempo rende più remote o ammutolisce. Santagostini, da sempre, ragiona sul tempo, sul suo mistero e sulla sua attività incessante, che erode e corrompe la materia friabile di ogni esistenza. Santagostini realizza il suo percorso - franto, scheggiato, impervio - in un teatro di città dove si muovono vari personaggi, figure di ogni genere: "bestie ammaestrate", "l'idiota di casa", angeli e trafficanti, il padre nel suo "stupore per la vita", la madre che "raspa sottoterra e si crede / in volo, in aria". Ne deriva un insieme di grande energia espressiva, tra densità e improvvise soste di rarefazione.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804571063
ISBN-10
8804571063
Titolo
Versi del malanimo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
78
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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malanimo per tutti A Santagostini è riuscita un’operazionedifficile:dare suo personale “malanimo” cose e nomi e accidenti che parlanodirettamente al ettore: senza mezzi termini, senza specchidietro cui nascondersi, tirando fuoridio (che forse si èdimenticatodi crearlo), o il padre partigiano, morto,del’amico, oppure sifoni e sfiatatoidela periferia milanese, e figli e piacere edomandeda cui sono nati: tutto, senza ilusioni, ma con una taledurezza che ti fa, in fondo, sperar bene per ’umanità, con una taledurezza chediventa quasi tenerezza. Per sé e per gli altri. Dopo a ettura, sei un po’ meno poverodi prima. E scusate se è poco.