Libri di Danielle Sassoon
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A Beirut non ci sono piu cani Sassoon Danielle - Vanda Edizioni, 2023 - Vanda Narrativa
Una raccolta di racconti brevi, a volte brevissimi, piccole perle venate di ironica amarezza, al gusto Woody Allen. Sono racconti dell'esilio, quello dei luoghi, del corpo, ma anche e soprattutto quello dell'anima, che non si sente mai "a casa". Ma quanta comicità ci può essere nella realtà, se lo sguardo è appena un po' surreale e soprattutto intriso di umorismo ebraico.
A Beirut non ci sono più cani Sassoon Danielle - Corsiero Editore, 2026 - La Locanda
«Non per vantarmi, ma sulle carovane improvvisate che abbandonarono Beirut in quattro e quattr'otto durante l'esodo che tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso svuotò gradualmente il Medio Oriente dai cani - così erano chiamati gli ebrei -, si contavano almeno tre generazioni di miei familiari. Pertanto non posso che scrivere di randagismo, l'impronta indelebile degli esiliati, destinati a scodinzolare elemosinando la benevolenza di un ritorno impossibile, non solo e non tanto geografico. Tra improvvise imboscate di umorismo ebraico, i miei racconti trattano il tema della sconfitta e della perdita, senza alcuna deriva sentimentale né pretesa di riscatto individuale. Che si tratti di protagonisti ispirati alla realtà o di fantasia, i personaggi descritti fanno a gara per guadagnarsi un preteso posto al sole, alle prese con la contemporaneità che incombe come un'ombra enigmatica sulle loro esistenze in contumacia, nella ricerca di un sospirato conformismo sociale mandato perennemente in fumo dagli eventi».
Il raglio Sassoon Danielle - Corsiero Editore, 2025 - Fuori Collana
Il raglio è un libro d'arte in cui confluiscono due linguaggi distinti, disegno e scrittura, restituiti al lettore in una terza soluzione indistricabile e vicendevolmente necessaria. Col pretesto di raccontare una fiaba infantile, "Il raglio" narra invece un minaccioso, disincantato viaggio a dorso di mulo nella follia femminile, scandito dalle insegne di una sessantina di stazioni ispirate all'iconografia manicomiale, in un rimando tra Art Brut e i comics underground dei primi anni Ottanta, con rimandi a Carol Rama, ai fumettisti Liberatore, Mattioli, Scozzari (firmatari tra gli altri dello stupefacente manifesto visionario che fu il mensile «Frigidaire»), alle atmosfere irriverenti delle fotografe Model e Arbus, ma specialmente alla personale esperienza con la patologia mentale dell'autrice. Questo libro d'arte, quasi un'elegante scultura da tavolo, dentro cui si svolge l'esodo delle ultime e delle derelitte, si propone di sensibilizzare la comunità a superare lo stigma e accogliere la malattia mentale come occasione di nuove, inaspettate, prospettive esistenziali.