Una lettera scritta a mano giace sulla scrivania, contenente il riconoscimento di un’inquietante familiarità che scavalca i confini tra psicanalisi e letteratura.
Arthur Schnitzler indaga la decomposizione dei legami affettivi, tracciando il momento preciso in cui la morte ridefinisce i confini dell'intimità tra le coppie.
Il salotto viennese si trasforma in un palcoscenico dove le maschere sociali vengono smantellate da rivelazioni improvvise e silenzi forzati.
Tutto finisce nel buio.
Nella Vienna di inizio secolo, la scoperta fortuita di un segreto sepolto trasforma una devota consorte in un’estranea, rendendo insostenibile la finzione quotidiana del matrimonio. Quando la malattia si insinua tra i corpi, il giuramento di lealtà tra Felix e Marie si corrompe in un patto distruttivo, spingendo i due amanti verso derive opposte di disperazione e gelosia.
L’improvviso decesso di Franz costringe Emma a una fredda gestione delle proprie tracce, portando a compimento una rimozione della verità sentimentale che cancella ogni traccia di affetto passato. La memoria, innescata dal profumo dei petali, riemerge violenta in chi riceve un omaggio floreale postumo, obbligando il sopravvissuto a confrontarsi con un desiderio che credeva sepolto per sempre sotto i detriti del tempo e dell'indifferenza.
La cenere di un amore spento torna a bruciare quando il destinatario ignoto reclama il suo ultimo, gelido tributo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa mitteleuropea di fine secolo.
✔ Chi apprezza l'analisi psicologica della borghesia europea.
Perché è diverso
Il volume articola una narrazione speculare dove la finzione sociale viene costantemente erosa dall'irruzione del rimosso. La struttura dei racconti non segue l'evoluzione del sentimento, ma la sua dissoluzione anatomica, trasformando l'amore in un cadavere che continua a condizionare le scelte dei vivi.
Dettagli Bibliografici
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