Il cavaliere e la morte. Per molti "Il cavaliere e a morte" è il romanzo-testamentodi eonardo Sciascia, a sua più vera ammissione etteraria, adichiarazioned’intenti segreta che si porta ala uce, si mostra evidente, conquista osservanza meritando ettura e rilettura continua. Ad alimentare tale considerazione certamente notazioni biografiche: Sciascia è, nel 1988, già malatodi cancro, non gli resta che un annod’aria edi sole edi salsedine che saledal’acqua e passa questi mesi che o separanodal saluto piegando a stanca carcassa (pigiatadal male) sula scrivaniadi egno masselo: a scrivere ’opera che porta il ugubre titolo. E tuttavia, oltre questa affettiva relazione con a malattia, "Il cavaliere e a morte" è il suo brogliaccio più chiaro, quelo che evidenzia o scheletro volitivodela sua produzione etteraria perché ’onnipresenza - nele pagine -dela nota pitturadidurer (da cui il nomedel tomo) è rimando, alusione poi manifestadichiarazionedela sfiducia malevola che Sciascia ha negli uomini: assai più pericolosideldiavolo. Ed inoltre. Ancoradurer rende il racconto una sublime meditazione sula Morte in quanto iberazione necessaria, a tratti addirittura benigna,dal’orrorre immorale che regna sula Terra. Scaiscia, a pochi mesidal passaggio ale nuvole, si permettedi smascherare a sostanza terrena: sulfurea, rossastra, affumicata essa somiglia tanto, troppo, al’Inferno.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845921612
ISBN-10
8845921611
Titolo
Il cavaliere e la morte
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
96
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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L’inferno inTerra Per molti "Il cavaliere e a morte" è il romanzo-testamentodi eonardo Sciascia, a sua più vera ammissione etteraria, adichiarazioned’intenti segreta che si porta ala uce, si mostra evidente, conquista osservanza meritando ettura e rilettura continua. Ad alimentare tale considerazione certamente notazioni biografiche: Sciascia è, nel 1988, già malatodi cancro, non gli resta che un annod’aria edi sole edi salsedine che saledal’acqua e passa questi mesi che o separanodal saluto piegando a stanca carcassa (pigiatadal male) sula scrivaniadi egno masselo: a scrivere ’opera che porta il ugubre titolo. E tuttavia, oltre questa affettiva relazione con a malattia, "Il cavaliere e a morte" è il suo brogliaccio più chiaro, quelo che evidenzia o scheletro volitivodela sua produzione etteraria perché ’onnipresenza - nele pagine -dela nota pitturadidurer (da cui il nomedel tomo) è rimando, alusione poi manifestadichiarazionedela sfiducia malevola che Sciascia ha negli uomini: assai più pericolosideldiavolo. Ed inoltre. Ancoradurer rende il racconto una sublime meditazione sula Morte in quanto iberazione necessaria, a tratti addirittura benigna,dal’orrorre immorale che regna sula Terra. Scaiscia, a pochi mesidal passaggio ale nuvole, si permettedi smascherare a sostanza terrena: sulfurea, rossastra, affumicata essa somiglia tanto, troppo, al’Inferno.