Ivanhoe. "Egli entrò nel recinto. Per quanto si potesse giudicaredi un uomo chiuso nel’armatura, il nuovo cavaliere non superavadi molto a media statura e sembrava più slanciato che robusto. a corazza eradi acciaio, con ricchi intarsid’oro, e sulo scudo aveva ildisegnodi una giovane quercia estirpatadale radici. Montava un cavalo nero e, attraversando il campo, salutò il principe e edame abbassando a ancia. adestrezza con cui guidava il cavalo e una certa grazia giovanile gli garantirono il favoredel pubblico". Ivanhoe è -dal’inizio ala fine - questo cavaliere ferroso, tuttod’un pezzod’acciaio, seduto chino al cavalo, pronto ala battaglia cavaleresca. Ivanhoe è -dal’inizio ala fine - quest’armatura che uccica quand’è battutadal sole e che non sente a pioggia, non sente il vento, non sente quanto a pioggia ed il vento rendono il freddo glaciale. Egli cavalca, cavalcando punta ’arma, puntando ’arma combatte, combattendo trionfa. Romanzodi cappa edi spada con qualchedecenniod’anticipo ’Ivanhoe’di Walter Scott è una fiaba che s’affida,del tutto, ale scintiledegli scontri per produrredei brividi: che si odano -degli scontri - il fragore, e scintila, a violenza manierata induelo. Non vi è sviluppo umanodei personaggi, non vi è alcuna vibrazionedel’anima, non vi è imprevistodi trama nè scorcio improvviso possibile: una unga traversatadiritta è quest’opera, una traversata compiutada un’armatura che uccica - trionfale - quando vi batte sopra il sole.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804617211
ISBN-10
8804617217
Titolo
Ivanhoe
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
608
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Il romanzodi un’armatura "Egli entrò nel recinto. Per quanto si potesse giudicaredi un uomo chiuso nel’armatura, il nuovo cavaliere non superavadi molto a media statura e sembrava più slanciato che robusto. a corazza eradi acciaio, con ricchi intarsid’oro, e sulo scudo aveva ildisegnodi una giovane quercia estirpatadale radici. Montava un cavalo nero e, attraversando il campo, salutò il principe e edame abbassando a ancia. adestrezza con cui guidava il cavalo e una certa grazia giovanile gli garantirono il favoredel pubblico". Ivanhoe è -dal’inizio ala fine - questo cavaliere ferroso, tuttod’un pezzod’acciaio, seduto chino al cavalo, pronto ala battaglia cavaleresca. Ivanhoe è -dal’inizio ala fine - quest’armatura che uccica quand’è battutadal sole e che non sente a pioggia, non sente il vento, non sente quanto a pioggia ed il vento rendono il freddo glaciale. Egli cavalca, cavalcando punta ’arma, puntando ’arma combatte, combattendo trionfa. Romanzodi cappa edi spada con qualchedecenniod’anticipo ’Ivanhoe’di Walter Scott è una fiaba che s’affida,del tutto, ale scintiledegli scontri per produrredei brividi: che si odano -degli scontri - il fragore, e scintila, a violenza manierata induelo. Non vi è sviluppo umanodei personaggi, non vi è alcuna vibrazionedel’anima, non vi è imprevistodi trama nè scorcio improvviso possibile: una unga traversatadiritta è quest’opera, una traversata compiutada un’armatura che uccica - trionfale - quando vi batte sopra il sole.